15 novembre 2018
Aggiornato 23:30

Manovra, l'Ue ora minaccia l'Italia: «Se non cambia via alla procedura d'infrazione»

Il vice di Moscovici: «Dovremo riconsiderare le valutazioni rispetto agli anni scorsi». L'attesa è per il 13 novembre: l'Ue spera di ricevere una «nuova» manovra
Sullo schermo Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea Affari Economici
Sullo schermo Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea Affari Economici (Matteo Bazzi | ANSA)

BRUXELLES - È un avvertimento vero e proprio, dai toni minacciosi, quello che arriva ancora una volta da Bruxelles. Stavolta a suonare la carica «europea» è il vicepresidente della Commissione europea Affari Economici, Valdis Dombrovskis: «Se il piano di bilancio dell'Italia non cambiasse materialmente dovremo riconsiderare le nostre conclusioni sulla procedura per deficit eccessivo», ha avvertito, ricordando che negli anni scorsi l'Italia era stata giudicata sostanzialmente adempiente sulle regole Ue, in particolare quella sul debito, e per questo non era stata avviata la procedura. Sulla manovra dell'Italia «abbiamo discusso a lungo ieri all'Eurogruppo, quando i Paesi dell'area hanno appoggiato l'approccio della Commissione» ha proseguito Dombrovskis. «Siamo in mezzo ad un processo, ci sono ancora diversi giorni per l'Italia per dare una risposta» alla richiesta Ue di ripresentare il progetto di bilancio modificato «entro il 13 novembre».

Lo spettro della procedura per deficit eccessivo
In merito alla procedura per deficit eccessivo Dombrovskis ha confermato che «è qualcosa che stiamo valutando: abbiamo preparato dei rapporti in base all'articolo 126 comma 3 anche negli anni scorsi». E negli anni scorsi, ha ricordato Dombrovskis, la conclusione era che l'Italia era «largamente adempiente» con i requisiti del braccio preventivo del Patto di stabilità e di crescita. «È un fattore rilevante per non aprire una procedura per deficit eccessivi in base al criterio del debito».

Cosa accadrebbe
In questo caso, se l'attuale piano di Bilancio non cambiasse, e per l'Ue servirebbe un cambiamento concreto e radicale, l'Ue dovrebbe riconsiderare le conclusioni sulla procedura per deficit eccessivo. «Per questo» ha spiegato il vice di Moscovici «abbiamo già inviato una lettera all'Italia, anche per chiedere di fornire chiarimenti sui fattori rilevanti e il termine è lo stesso del 13 novembre». La regola del debito prevede che nei paesi dove supera il 60% Pil deve essere ridotto del 5% ogni anno per la quota eccedente, ha ricordato Dombrovskis. «Quello che abbiamo usato come fattore rilevante, quando l'Italia non assicurava questa regola, era la larga adempienza con il Patto, che attualmente non c'è più, anche se dobbiamo aspettare il 13 novembre, e questo potrebbe servire da base per una procedura per deficit eccessivo sulla base del debito».

Cosa dicono le regole europee
Se il governo decidesse però di non apportare alcuna modifica al testo della manovra l’Ue  procederebbe quindi con l’apertura di una procedura di infrazione per deficit eccessivo e violazione della regola del debito. Tutto ciò accadrebbe, però, solo nella primavera del 2019: è in quel periodo, infatti, che Bruxelles chiederebbe il rientro dal disavanzo eccessivo, specificando anche dei precisi paletti temporali da rispettare. Da quel momento la procedura durerebbe circa due anni per poi concludersi con una serie di sanzioni qualora l'Italia non centrasse il rientro del disavanzo eccessivo.