15 dicembre 2018
Aggiornato 10:30

Anche i sindacati bocciano la manovra del governo: «Elementi di inadeguatezza e nessuna visione del Paese»

Per i sindacati la manovra mostra «elementi di inadeguatezza ed è carente di una visione del Paese»
Il premier Giuseppe Conte con i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini in conferenza stampa dopo il Cdm sulla Finanziaria
Il premier Giuseppe Conte con i due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini in conferenza stampa dopo il Cdm sulla Finanziaria (Angelo Carconi | ANSA)

ROMA - Come già si sapeva, non ci sono solo i mercati e l'Europa contro la manovra del governo. Ora dure critiche giungono anche da Cgil, Cisl e Uil. Per i sindacati la manovra mostra «elementi di inadeguatezza ed è carente di una visione del Paese». Nel mirino il reddito di cittadinanza che, dicono, non crea lavoro, e poi pace fiscale e flat tax, giudicate inique e sbagliate, la mancanza di risorse per gli investimenti e i nuovi tagli in vista. Le tre sigle sindacali chiedono un confronto con il governo e dicono di essere pronte a sostenere le proprie proposte per la legge di bilancio anche «con le forme e gli strumenti propri dell’esperienza sindacale».

La povertà non ci combatte senza lavoro
L’utilizzo degli oltre 22 miliardi di spesa previsti in deficit, secondo Cgil, Cisl e Uil, deve mirare a nuove politiche che mettano al centro il lavoro e la sua qualità, in particolare per i giovani e le donne, e che siano in grado di contrastare l’esclusione sociale e la povertà. Bisogna, poi, puntare su processi redistributivi e di coesione nel Mezzogiorno. La manovra traccia, invece, un percorso diverso a detta loro: «Mancano le risorse per gli investimenti, si preannunciano ulteriori tagli e si introducono misure che non determinano creazione di lavoro ma rischiano di rappresentare mere politiche di assistenza». Pur non citando direttamente il reddito di cittadinanza i sindacati sottolineando che il contrasto alla povertà è «senza dubbio una priorità per il Paese, ma la povertà non si combatte se non c’è lavoro e non si rafforzano le grandi reti pubbliche del paese: sanità, istruzione e servizi all’infanzia e assistenza». Del tutto assenti sono, poi, i riferimenti all’innovazione nella Pubblica Amministrazione e al rinnovo di contratti in essere e di quelli futuri.

Pensioni bene, ma i giovani?
Quanto al capitolo previdenza «è positiva l’apertura di una base di confronto su quota 100, ma manca qualunque riferimento alla pensione di garanzia per i giovani, agli interventi a favore delle donne, ai lavoratori precoci e lavori gravosi e la separazione tra previdenza e assistenza». Sul versante fiscale i provvedimenti annunciati sono, per Cgil, Cisl e Uil, «iniqui e sbagliati» in quanto si sceglie di introdurre «un nuovo condono premiando gli evasori e non si riduce il cuneo fiscale per i lavoratori e per i pensionati, non si prevedono né una maggiore progressività delle imposte e interventi sui patrimoni dei più ricchi e non si programma un deciso contrasto all’evasione».