14 novembre 2018
Aggiornato 05:30

Anche gli "amici" attaccano l'Italia: Conte pronto allo scontro con l'Ue

Il premier a Bruxelles per il vertice del Consiglio europeo solo contro tutti. Anche l'Austria di Kurz gli volta le spalle. «Ma non arretriamo»
Il premier Conte a Bruxelles per il vertice del Consiglio europeo
Il premier Conte a Bruxelles per il vertice del Consiglio europeo (ANSA/AP Photo/Francisco Seco)

BRUXELLES - Italia contro tutti. Conte contro tutti. Mentre a Roma il presidente della Commissione Affari Economici consegnerà al ministro dell'Economia, Giovanni Tria, la lettera con cui l'esecutivo Ue chiede chiarimenti ed esprime formalmente i rilievi sul progetto di legge di bilancio, a Bruxelles per il vertice del Consiglio europeo la corsa degli altri Paesi è ad allontanarsi dalla linea italiana. L'ultimo, in ordine di tempo, è stato quello che per settimane era ritenuto un alleato dell'Italia di Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz. Durante una conferenza stampa improvvisata Kurz - ricordiamo che questo è il semestre austriaco - ha criticato fortemente la manovra finanziaria italiana, ribadendo come i criteri dell'Eurozona sulla finanza pubblica «sono una garanzia di stabilità» e «devono valere per tutti», perché impediscono «l'indebitamento eccessivo». 

Cosa accadrà ora
L’Italia ha una settimana di tempo per rispondere alla lettera di Moscovici a Tria. Entro il 31 ottobre, poi, sulla base della risposta del governo italiano all'Ue la Commissione Affari Economici deciderà se certificare il progetto di bilancio 2019 - in linea generale - in regola con il patto di stabilità in primis e poi con gli impegni assunti in precedenza dall'Italia oppure se chiederne delle modifiche, anche sostanziali. E qui potrebbe arrivare lo strappo decisivo, con voci sempre più insistenti che vogliono il governo italiano dimissionario per puntare tutto allo scontro frontale alle prossime Europee.

Anche l'Austria contro l'Italia
Intanto il cancelliere austriaco - a inizio mandato considerato un «alleato» dell'Italia - ha ribadito di essere un «difensore dei criteri di Maastricht» che «devono valere per tutti». Garantiscono «stabilità ed evitano l'indebitamento eccessivo degli Stati membri, che potrebbero diventare un pericolo per gli Stati membri, ma anche per l'intera Europa», ha detto Kurz, rivendicando poi il fatto che l'Austria è «sulla strada giusta: l'anno prossimo» ha sottolineato «avremo un bilancio in equilibrio, persino in surplus. Per me questa è la strada giusta e gli altri paesi dovrebbero fare lo stesso: l'indebitamento eccessivo è pericoloso». 

Ma Conte non arretra
Su Facebook, il premier Conte è intervenuto da Bruxelles per smorzare le polemiche interne alla maggioranza sul condono fiscale e, soprattutto, per fare il punto della situazione: «Ho approfittato di questa occasione (il vertice del Consiglio europeo, ndr) per illustrare le linee della nostra manovra economica ad alcuni dei nostri principali partner europei», nell’ambito di incontri bilaterali: tra questi Angela Merkel, Emmanuel Macron, Mark Rutte. Nel corso dell’Euro-summit «ho esposto la posizione italiana in materia di riforma dell’Unione Economica e Monetaria e ho richiamato le principali caratteristiche della nostra manovra economica, richiamando l’ambizioso piano di riforme strutturali e di investimenti che stiamo realizzando».

«Una manovra per i cittadini, non per Bruxelles»
«Sapevamo» ha poi spiegato Conte «che questa manovra che abbiamo pensato per soddisfare le esigenze dei cittadini italiani, a lungo inascoltate, non è in linea con le aspettative della Commissione Europa». L'Italia è pronta a osservazioni e rilievi - «che stanno per arrivare» - ai quali «siamo pronti a replicare». È questa, in fondo, la normale interlocuzione che avviene tra Commissione e singoli Stati membri: non a caso simili note arriveranno a Spagna, Francia e Portogallo.

Junkcer: «Esamineremo la manovra italiana con rigore»
La conferma della 'versione' di Conte - «non siamo gli unici alle prese con la 'lettera' di Bruxelles - è stata poi confermata dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker: «Ci saranno quattro, cinque o sei paesi» che riceveranno lettere di richiesta di chiarimenti da parte della Commissione sui documenti di bilancio presentati.  Riguardo alla manovra italiana, Juncker ha poi spiegato che l'Ue «non ha alcun pregiudizio negativo: la esamineremo con lo stesso rigore e la stessa flessibilità con cui esamineremo i bilanci degli altri Stati membri». Il premier Giuseppe Conte, ha poi riferito Juncker «ha presentato la situazione italiana con talento e verve» durante la riunione dell'Eurosummit, ma «noi non abbiamo reagito alla sua presentazione perché la Commissione sta esaminando il documento programmatico di bilancio presentato l'altro giorno».

«La nostra è una manovra ben pensata»
Ma tutto questo non sembra preoccupare il governo italiano: «Ci avrebbe preoccupato se avessimo fatto una manovra temeraria. Ma la nostra manovra è ben pensata, ben costruita, ben realizzata ed è l’unico strumento che abbiamo per assicurare crescita economica e sviluppo sociale al nostro Paese. Ed è quello che continueremo a spiegare nel corso dell'interlocuzione che proseguirà con l'Unione europea». L'obiettivo di Conte è sempre lo stesso: «Invertire la rotta». Quindi, si andrà avanti. Per ora con la strada del dialogo, «purché costruttivo, utile e scevro da pregiudizi». Poi, si vedrà. Con un'arma nell'arco del governo italiano, però: le Europee alle porte e il consenso dei «signori dell'Ue» ormai ai minimi termini. Come dire: un braccio di ferro, in questa fase, non serve a nessuno.