15 aprile 2021
Aggiornato 00:30
Manovra finanziaria

Juncker teme "controreazioni virulente" nell'Eurozona. Di Maio: "Basta coi vincoli ad personam"

Parole secche, concise, esplicitamente contro il governo quelle di Juncker. Cui segue la reazione immediata di Di Maio

ROMA - Puntuale come un orologio svizzero, a poche ore dall'ok del cdm alla manovra 2019, ecco che arriva la reazione tesa dell'Europa. «Non abbiamo ancora messo in questione il bilancio dell’Italia" commenta a Bruxelles il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, durante un’intervista con alcuni media italiani. Ma "abbiamo lanciato degli avvertimenti, forse prematuri». E ancora: "Se accettassimo tutto quello che il governo italiano propone, avremmo delle controreazioni virulente in altri Paesi dell’Eurozona». Parole secche, concise, esplicitamente contro. A cui segue l'altrettanto immediata reazione dell'esecutivo giallo-verde.

Di Maio evoca i "vincoli ad personam"
«Juncker oggi dice che l’Eurozona si rivolterà» contro la manovra. «A nome di chi parla?» si chiede retoricamente il vicepremier Luigi Di Maio, con un post su Instangram. «Dei vari ministri, del presidente dell’Eurogruppo, del suo partito che l’altro ieri ha fatto il minimo storico alle elezioni in Lussemburgo? Juncker faccia nomi e cognomi di chi davvero prende le decisioni all’interno dell’Unione Europea». Non ci si può attaccare a "vincoli ad personam" - prosegue Di Maio - decidendo in modo scientifico di attaccare un Paese sovrano solo perché quel governo non è simpatico a lui e all’élite di cui fa parte. "Noi andiamo avanti con le misure chieste dal popolo. Juncker continui pure a rivoltarsi, gli rimane tempo ancora fino a maggio».

Politiche imposte da Ue ci hanno distrutto
Oggi, come lo stesso Di Maio rileva, l’Eurostat ha rilasciato dati devastanti che provano come le politiche seguite dai precedenti governi e avallate o imposte dalla Ue siano state distruttive per il nostro Paese. Secondo questi dati l’Italia è il Paese europeo con il numero più alto di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale. "Sono a rischio povertà 17,4 milioni di persone, ovvero il 28,9% della popolazione». Rispetto al 2008 questo numero è salito del 3,4%. Con la manovra del popolo "finalmente interveniamo su questo dramma che non può più essere trascurato come è stato fatto finora, visto che i poveri sono aumentati in maniera esponenziale». Tutto quello che è contenuto nella manovra è "necessario per gli italiani ed è esattamente il contrario di quello che hanno fatto gli altri governi che hanno pensato solo ai privilegi di pochi, soliti, noti. E’ quello che hanno chiesto i cittadini con il voto e che noi, da Paese sovrano, stiamo realizzando» conclude Di Maio.