21 ottobre 2018
Aggiornato 15:03

Rinaldi contro Padoan: «Quando era ministro ha trovato 20 mld per banche. Ora ne servono molti meno»

Scontro acceso tra l'economista Antonio Maria Rinaldi e l'ex ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan a DiMartedì sul reddito di cittadinanza
L'economista Antonio Maria Rinaldi e l'ex ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan
L'economista Antonio Maria Rinaldi e l'ex ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan (DiMartedì)

ROMA - Scontro diretto a DiMartedì tra l’economista Antonio Maria Rinaldi e l’ex ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan sul reddito di cittadinanza. «Per questa misura servono 11 miliardi di euro» chiosa Padoan. «Sarebbero ben spesi se ci fosse chiarezza sulle condizioni e sugli incentivi. E a riguardo ancora non ci siamo. Il vero modo per combattere l’esclusione è creare lavoro». Rinaldi replica: «La filosofia alla base del reddito di cittadinanza è quella di dare giustamente supporto a quella fascia sociale che è rimasta molto indietro. E’ chiaro che è tutto in funzione delle risorse che ci sono». In questo momento - ragiona l'economista Rinaldi - si strilla tanto che si sta sforando il deficit del 2,4%, come se fosse qualcosa di terribile. «Non solo non è così terribile, ma abbiamo visto che il tendenziale è del 2% nel 2018. Quindi, sforare dello 0,4 non mi sembra un disastro».

Sforamenti anche quando c'era il Pd...
Risponde Padoan: «Vedo che il professor Rinaldi vuole sforare già il 2,4, ma sia chiara una cosa: quello che preoccupa non è il 2,4 rispetto al 2,6, bensì la direzione di marcia della finanza pubblica, che è stata completamente rovesciata. Con il 2,4 l’aggiustamento viene peggiorato e poi viene rinviato sine die». Questo genera seondo l'ex ministro dell'Economia una "potenziale perdita di ricchezza che ci colpisce quotidianamente. Lo vediamo sui mercati». Rinaldi ribatte: «A dire la verità, anche con lei, quando è stato ministro, gli sforamenti ci sono stati e si sono rivelati anche piuttosto consistenti». «Gli sforamenti ci sono stati, ma non il cambio di direzione», controbatte Padoan. «E infatti siamo arrivati al 2,9 e al 2,5». Continua Rinaldi: «Proprio per quello ci sono 5 milioni di poveri in Italia e non c’erano mai stati. Quindi, se si sfora per diminuire quei poveri, a me sta benissimo. Il disagio che c’è nel Paese è dovuto al fatto che i precedenti governi, di cui lei ha fatto parte, non ha lesinato a firmare un bel decreto, quando si è trattato di tirare fuori ben 20 miliardi di euro per salvare le banche. Io non dico di non farlo, sono il primo a dire che bisogna proteggere il sistema finanziario, ma fate qualcosa anche per gli altri».

Padoan: «Demagogia pura»
«Siamo davvero alla demagogia pura» – attacca Padoan – «e il professor Rinaldi dovrebbe sapere che queste cose non sono comparabili. Se le banche falliscono, sono milioni di persone che ci rimettono». «Ma l’ho detto io stesso», ribatte Rinaldi. «E allora non faccia queste affermazioni ridicole», replica l’ex ministro. A questo punto interviene Giovanni Floris: «Quei 20 miliardi, però, erano una tantum. Gli 11 miliardi per il reddito di cittadinanza valgono per ogni anno». «Sì, ma se servono per far mangiare la gente, magari li danno. Ma stiamo scherzando? Voi non vi rendete conto della situazione che c’è in Italia», conclude seccato Rinaldi.