11 dicembre 2018
Aggiornato 00:30

Borghi: «Con una sua moneta, l'Italia risolverebbe i problemi». E i mercati insorgono

L'economista della Lega parla di sovranità monetaria italiana e la finanza reagisce: l'euro scivola a quota 1,15 dollari, quinta seduta consecutiva al ribasso
Claudio Borghi arriva alla sede dei gruppi parlamentari in via del Vicario a Roma
Claudio Borghi arriva alla sede dei gruppi parlamentari in via del Vicario a Roma (Vincenzo Tersigni | ANSA)

ROMA«Sono più che convinto che l'Italia, con una sua moneta, sarebbe in grado di risolvere gran parte dei suoi problemi». Parole e musica di Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio della Camera ed esperto di economia della Lega, durante un'intervista a Radio Anch'io. «Il fatto di avere il controllo sui propri mezzi di politica monetaria è condizione necessaria, ma non sufficiente, per realizzare l'ambizioso ed enorme programma di risanamento – spiega – ma per fare questo passo ci vuole accordo e consapevolezza da parte dei cittadini». Una dichiarazione che deve essere suonata eversiva, alle orecchie dell'Unione europea e dei famigerati mercati speculativi.

Tempesta in Borsa
Tanto che, secondo la prestigiosa agenzia di stampa finanziaria internazionale Bloomberg, proprio questa frasetta sarebbe bastata a far deflagrare le borse di tutto il vecchio continente: stamattina l'euro scivola a quota 1,15 dollari, inanellando la quinta seduta consecutiva in ribasso e portandosi sui minimi da fine agosto. E per ottenere tutto questo, secondo gli analisti, sarebbe bastato evocare la parola sovranità, in questo caso monetaria, fiscale ed economica? In realtà Borghi non ha nessuna intenzione di dichiarare guerra a Bruxelles: «Se avessimo voluto andare oggettivamente allo scontro con l'Unione europea per arrivare a questo risultato – prosegue nella sua intervista – avremmo dichiarato il 3,1% come deficit, non il 2,4. In realtà vogliamo semplicemente fare le politiche che in questo momento sono il minimo indispensabile per permettere alla nostra economia di stare un po' meglio».

Terrorismo mediatico
La tenuta della moneta unica continua a non essere in discussione e l'uscita dall'euro, tema del quale hanno discusso in passato sia la Lega che il Movimento 5 stelle, ma che eloquentemente non è finito dentro il contratto di governo, rimane semplicemente il famoso piano B più volte evocato dal ministro Paolo Savona. Dunque non è la presunta Italexit a rendere delicatissima questa fase sui mercati, bensì le reazioni stizzite alla manovra finanziaria annunciata dal governo gialloverde, come analizza lo stesso Borghi in un'altra intervista a Radio Cusano Campus: «Considerando tutto il terrorismo mediatico, la reazione non è stata neanche male. Vedendo titoli di giornali 'azzardo', 'imprudenza', 'insostenibilità del debito', a un certo punto un investitore si adegua a un certo tipo di narrazione e vende i titoli. Quello che mi fa pensare che non succederà niente sono i valori dei titoli di Stato di Spagna e Francia. Se l'Italia davvero dovesse andare verso l'insostenibilità del debito e l'esplosione dello spread, ci porteremmo dietro tutta l'Europa».