5 aprile 2020
Aggiornato 03:00
Macron en marche

Fincantieri: Macron nazionalizza Stx e difende il lavoro in Francia, umiliandoci ancora una volta

L'Italia scopre il libero mercato solo quando Germania, Francia e Cina fanno shopping a prezzi stracciati degli assetti industriali strategici italiani. Quando proviamo noi a controllare tali settori veniamo ridicolizzati

PARIGI - Emmanuel Macron rappresenta perfettamente il modello di francese che considera gli italiani dei selvaggi da mal sopportare. Egli è il prototipo del transalpino che ti guarda come se osservasse una scimmia urlatrice mentre salta da un vetro all’altro nella Saint Chapelle. Emmanuel Macron, l’europeista più europeista che possa esistere, si comporta ora come un monarca francese del Seicento: può farlo, anche perché la democrazia post rivoluzionaria ha la straordinaria caratteristica di eleggere un sovrano col potere assoluto ogni cinque anni. Macron, che abbiamo celebrato lungo lo Stivale perché salvava l’Europa dalla tirannide, sta dimostrando che il suo europeismo mette al primo posto gli interessi francesi, il lavoro francese, le banche francesi, i citoyens francesi. Non solo: il libero mercato in cui crediamo solo più noi viene ridicolizzato dalle sue nazionalizzazioni. Scelte coraggiose, e doverose, per la Francia: che esaltano l'inadeguatezza culturale di chi ci governa, ancorato al mito del libero mercato. Doveva fermare Marine Le Pen in nome della mondializzazione economica: lo scopriamo sgomenti intento a difendere gli interessi dei cantieri navali francesi. Fa bene: il nostro paese ha la straordinaria caratteristica di essere europeista mentre tutti i suoi partner sono nazionalisti. La voluttuosa ignoranza, nonché il riflesso incondizionato che ci porta a seguire Francia e Germania, rende il nostro paese terra di conquista.

Fincantieri, la tav Torino-Lione e i pozzi petroliferi
«Lo Stato ha deciso di nazionalizzare i cantieri Stx di Saint-Nazaire»: è quanto scrive sul suo sito Le Monde. «Emmanuel Macron - riporta il sito del primo quotidiano francese - ha scelto di nazionalizzare Stx piuttosto che affidarne le chiavi al gruppo italiano Fincantieri, ritenuto problematico. L'operazione dovrebbe essere ufficializzata dal ministro dell'Economia Bruno Le Maire e attuata concretamente entro venerdì sera». Fincantieri ha acquisito dal Tribunale di Seul - che sta vendendo Stx a pezzi - il 66,66% della società Stx France, che gestisce i cantieri francesi e che aveva raggiunto con Hollande un accordo per l’assetto societario: la maggioranza assoluta in mani italiane, suddivisa fra Fincantieri e Fondazione CrTrieste. Ma questo accordo è stato messo in discussione dal neo presidente Macron, che vuole ridiscuterlo, portando la ripartizione azionaria alla perfetta parità tra Italia e Francia. Il presidente francese vuole quindi avere il potere di gestire i cantieri navali di Saint-Nazaire, dove piovono ricche commesse civili e militari. E, soprattutto, evitare che molte commesse prendano la via dell’Italia, possibilità che già fa infuriare i sindacati francesi. Così è giunta la nazionalizzazione, secondo ceffone in pochi giorni, dopo la «pausa di riflessione sul tunnel di base della Torino-Lione», annunciato dalla ministra Elisabeth Borne. Per non parlare dell’accordo sulla Libia che vede coinvolto il generale Haftar, colui che detiene le chiavi dei pozzi petroliferi nel deserto libico, che ovviamente farà la fortuna delle aziende petrolifere francesi. Generale sostenuto da sempre solo dalla Francia, perfino contro la linea ufficiale della comunità internazionale.

La compiacenza dell'umiliazione
In ragione di tutto ciò l’Italia si straccia le vesti di fronte al nazionalismo del nuovo presidente che tenta di fare gli interessi dell’economia francese. Pratica che lo accomuna con Angela Merkel, altra campionessa del libero mercato ma solo per gli altri. Solo sei anni fa l’Italia godeva del risolino con cui Nicolas Sarkozy e la cancelliera tedesca deridevano Silvio Berlusconi, travolto da uno scandalo sessuale e dalla crisi dello spread. Condizioni, entrambe, costruite. Ma come sempre lo stolto guardava il dito anziché la luna: scattava in quei giorni la guerra libica, per motivi umanitari, cadeva Gheddafi – trucidato – e iniziava la conquista francese di un punto nevralgico del Mediterraneo. Il tutto nel plauso generale. La vicenda Fincanteri, nonché il nuovo assetto di potere libico, appare umiliante perché a fronte della proteste dei vari ministri, Padoan e Calenda in primis, il presidente francese aumenta la dose della sua arroganza. Consapevole che gli italiani, alla fine, non avranno mai il coraggio di contrastare la sua volontà. E’ un atteggiamento imperialista, di conquista, smaccato. La Germania della Merkel ha di fatto trasformato la Grecia in una sua colonia marittima, ora tocca all’Italia piegarsi alla grandeur francese.

E se nazionalizzassimo anche noi?
Cosa potrebbe fare oggi il Governo italiano per rispondere al colonialismo francese? Semplice: rastrellare tutte le azioni di Fincantieri attualmente sul mercato, di fatto nazionalizzando la sua parte. Ovvero cosa non potremo mai fare, quantomeno per non renderci ridicoli dopo i vari saldi che hanno portato in mani estere un po' tutti gli assetti strategici del paese: telecomunicazioni, media, trasporti e, in ultimo, la cantieristica.

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