Manovra finanziaria

Def 2017, l'Upb «schiaffeggia» Padoan e Gentiloni: «Non è garantita la realizzazione degli obiettivi»

L'Ufficio parlamentare di bilancio ha validato il Documento di economia e finanza del governo Gentiloni, ma con delle riserve e sollevando dubbi significativi

Il premier Paolo Gentiloni.
Il premier Paolo Gentiloni. (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA – L'Ufficio parlamentare di bilancio ha validato il quadro programmatico 2017-2020 contenuto nel Def, evidenziando al contempo i «fattori di rischio legati al contesto internazionale» (emergere di posizioni protezionistiche da parte degli Stati Uniti , intensificarsi di tensioni nello scacchiere geo- politico, esaurirsi della fase di debolezza dell'euro che favorisce le nostre esportazioni), a quello interno (aumento dei tassi di interesse italiani in conseguenza di un ampliamento dello spread sui titoli di Stato) e all'elevato grado di incertezza che caratterizza, in questa fase, la definizione della politica di bilancio ipotizzata nel Documento. E' quanto si legge nel Rapporto dell'Ufficio parlamentare di bilancio sulla programmazione di bilancio 2017 dedicato all'esame dei contenuti del Def. Ma non solo.

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L'Upb approva il Def, ma con riserva
Secondo l'Ufficio parlamentare di bilancio, il Def approvato dal governo presenta anche molteplici incertezze sulle misure di correzione da adottare per il raggiungimento degli obiettivi programmatici, sul percorso di riduzione del debito pubblico e sul piano di privatizzazioni. «Il Def - sottolinea l'Upb - presenta un quadro ancora indefinito sulle misure di correzione da adottare per il raggiungimento di tutti questi obiettivi».

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«Non è assicurata la realizzazione degli obiettivi»
Si parla «genericamente» di interventi riguardanti sia la spesa che le entrate, comprensive, queste ultime, di ulteriori azioni di contrasto all'evasione. Sul versante delle uscite, dovrebbe contribuire il nuovo processo di revisione della spesa, inserito a partire da quest'anno nel ciclo di bilancio e basato su un approccio top - down alla definizione degli obiettivi. In quest'ottica, prosegue il Rapporto, il Def fissa in almeno un miliardo all'anno i risparmi da conseguire da parte delle amministrazioni centrali dello Stato. «Al momento, però, l'applicazione della nuova procedura sembra mancare di alcuni passaggi importanti per garantire una piena e coerente realizzazione degli obiettivi».

Il piano di privatizzazioni desta preoccupazione
E per quanto riguarda il debito pubblico, lo scenario programmatico, pur includendo possibili interventi a sostegno del sistema bancario, prefigura una minima riduzione del rapporto già nel 2017 (-0,1 punti percentuali) e una successiva più decisa discesa per raggiungere il 125,7 per cento nel 2020. Ma «su questo scenario pesano vari elementi di incertezza, primo tra tutti l'avvio di un percorso di normalizzazione della politica monetaria già nel 2018». E non finisce qui. Come noi del Diariodelweb avevamo avuto già modo di sottolineare prima dell'Upb, ulteriori dubbi, viene rilevato, «riguardano gli introiti derivanti dal piano di privatizzazioni (ridotto a 0,3 punti di Pil l'anno), per valutare la credibilità del quale non sono stati forniti per ora elementi sufficienti, e una crescita del Pil nominale che nell'arco di previsione si situa al limite superiore delle stime del panel Upb».