Sotto il 9,9% entro 18 mesi

Mediolanum, Fininvest minaccia il ricorso contro Bankitalia

Tra la Banca d'Italia e Il Biscione è in corso una «guerra bancaria» per Banca Mediolanum. A Fininvest restano sospesi i diritti di voto per la soglia eccedente del 9,99% la sua partecipazione

Silvio Berlusconi.
Silvio Berlusconi. (ANSA/ DANIEL DAL ZENNARO)

MILANO – Per Fininvest le battaglie non finiscono mai. Oltre al fronte Mediaset-Vivendi, il Biscione è impegnato a difendersi dalle bordate della Banca d'Italia che intende difendere la sua partecipazione in Banca Mediolanum chiedendo alla società berlusconiana di procedere alla dismissione della quota eccedente il 9,99% della propria partecipazione nell'istituto di credito.

Una «guerra bancaria» tra Fininvest e Bankitalia
Quella tra la Banca d'Italia e Finivest è una guerra bancaria a tutti gli effetti. Bankitalia ha deciso di chiedere alla società dell'ex Cav di «di procedere alla dismissione della quota eccedente il 9,99% della propria partecipazione in Banca Mediolanum, entro il termine di diciotto mesi».Nello stesso provvedimento della Banca d'Italia si precisa che, "nelle more della cessione delle azioni, restano sospesi i diritti di voto inerenti la partecipazione eccedente la soglia del 9,99% del capitale di Banca Mediolanum, richiedendosi anche l'astensione di Fininvest dalla partecipazione a sindacati azionari o patti».

Il precedente della Bce
Come riporta La Stampa, Palazzo Koch intende difendere con le unghie e con i denti la sua partecipazione nella banca fondata da Ennio Doris con il vecchio amico Silvio Berlusconi. La decisione di Bankitalia, però, prende le mosse da quella del 25 ottobre 2016 della Bce, che si era opposta alla possibilità che la Fininvest continuasse a detenere una partecipazione in Banca Mediolanum eccedente il 9,99%. Per questo Bankitalia mercoledì scorso ha indicato al Biscione di procedere alla dismissione.

Fininvest presenta ricorso contro Palazzo Koch
Fininvest però è pronta a presentare ricorso contro la decisione assunta dalla Banca d'Italia perché il provvedimento «è stato emanato in pendenza del giudizio di impugnazione della decisione della Banca centrale europea proposto dinanzi al Tribunale dell’Unione europea e in pendenza dei giudizi di impugnazione di tutti gli atti compiuti dalla Banca d’Italia nell’ambito del procedimento conclusosi con la predetta decisione della Banca Centrale Europea proposti dinanzi al TAR del Lazio e al Consiglio di Stato per quanto di rispettiva competenza».