9 marzo 2021
Aggiornato 08:30
Conti pubblici e presidenziali

Francia, il debito sfiora il 100% e il deficit sale oltre le attese

Il debito pubblico francese sale al 96% del Pil nel 2016 e il deficit del 2015 è stato rivisto al rialzo dall'INSEE. I candidati presidenziali, però, promettono di rimettere in riga i conti pubblici

PARIGI - La Francia, come l'Italia, è stata inserita nella lista dei paesi comunitari con squilibri macroeconomici «eccessivi».  Ha registrato nel 2016 un deficit leggermente superiore a quello previsto, al 3,4% del prodotto interno lordo (PIL) invece del 3,3% promesso dal governo. Lo ha annunciato l'istituto pubblico di statistica INSEE in un comunicato. Cresce anche il debito pubblico, che ha toccato i 2.147 miliardi di euro a fine 2016, pari al 96% del Pil, contro il 95,6% di un anno prima.

Il debito della Francia sfiora il 100% del PIL
Questi risultati sono una delusione per il governo di Parigi, che ha insistito nelle ultime settimane sul proprio rigore nei conti pubblici e sulla sua capacità di soddisfare i propri obiettivi, nonostante una minore crescita del previsto. «Per il terzo anno consecutivo, la Francia ha scrupolosamente mantenuto i suoi impegni europei», tuttavia, ha assicurato il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Michel Sapin, in un comunicato inviato all'agenzia AFP.

La replica del ministro delle Finanze
«Con un deficit pubblico del 3,4% risponde esattamente la raccomandazione della Commissione europea», ha aggiunto il ministro, che ha detto che «tutte le condizioni sono soddisfatte con il deficit pubblico che nel 2017 andrà al di sotto del 3%». Il governo, dopo aver ottenuto più volte a Bruxelles il rinvio per una discesa del deficit al di sotto del 3% ha avviato nel 2014 una riduzione della spesa pubblica, passata dal 57,1% al 56,2% del PIL nel 2016.

L'INSEE ha rivisto al rialzo il deficit per il 2015
L'INSEE ha rivisto al rialzo anche il deficit per il 2014 e il 2015, rispettivamente al 3,9% (invece del 3,8% ) e il 3,6% del PIL (dal 3,5%). Secondo INSEE, la pressione fiscale è diminuita di 0,1 punti l'anno scorso al 44,3% del PIL. Allo stesso tempo, la crescita della spesa pubblica è rallentata dall'1,4% nel 2015 all'1,1% nel 2016, grazie alla riduzione del servizio del debito, a causa di tassi di interesse più bassi.

Le promesse dei candidati presidenziali
Le finanze pubbliche hanno comunque risentito del clima economico debole, con una crescita scivolata lo scorso anno all'1,1% secondo le ultime stime, lontano dalla previsione di 1,5% dal governo. Il governo francese si è impegnato a riportare il disavanzo 2017 al di sotto del fatidico 3% del PIL per la prima volta in 10 anni. Un obiettivo non ritenuto credibile da molti osservatori, tanto più che la maggior parte dei candidati presidenziali ha assicurato di voler superare questo impegno.