23 giugno 2017
Aggiornato 12:00
La protesta

Xylella, la strage degli ulivi in Salento non si ferma

Secondo la Coldiretti almeno 140mila ulivi secolari sono stati distrutti dalla Xylella e serve una nuova dichiarazione di stato di calamità per aiutare le imprese locali. Ma l'Unione europea può imporre il taglio di tutti gli ulivi

140mila ulivi sono stati distrutti dalla Xylella.
140mila ulivi sono stati distrutti dalla Xylella. (ANSA)

ROMA - Una storica marcia di centinaia di trattori per fermare la strage di ulivi provocata da errori, omissioni, ritardi, e strumentalizzazioni che hanno favorito l'avanzare dalla Xyella Fastidiosa che ha disseccato ormai migliaia di ulivi in Puglia. L'iniziativa è della Coldiretti che ieri a Lecce ha chiamato a raccolta migliaia di coltivatori, cooperative, vivaisti provenienti da tutta la Puglia a quasi 5 anni dall'insorgere della malattia.

140mila ulivi distrutti dalla Xylella
Tra Lecce, Brindisi e Taranto secondo le stime della Coldiretti almeno 140mila di ulivi sono stati compromessi dalla Xylella fastidiosa con gli agricoltori che sono senza reddito da anni. La gestione della malattia ha portato ad una diminuzione del 20% della capacità produttiva del Salento e il conto rischia di salire se verrà perpetuato l'errore di non agire nelle aree dove la Xylella non è ancora insediata e dove ogni singolo focolaio va affrontato secondo normativa.

Serve la dichiarazione di stato di calamità
Serve con urgenza secondo la Coldiretti un nuovo provvedimento di declaratoria di stato di calamità naturale, a valere sulla Legge 102/2004, che ricomprenda anche le aree dichiarate infette negli ultimi 2 anni, in modo da poter completare a stretto giro l'istruttoria delle pratiche per consentire ai coltivatori di poter essere sostenuti della risorse del Fondo di solidarietà nazionale. Vanno inoltre erogati i fondi destinati a rimborsare l'estirpazione obbligatoria delle piante che giacciono incredibilmente nelle casse, in attesa di una manovra di assestamento di bilancio.

L'Ue può chiedere anche il taglio degli ulivi sani
A ciò va aggiunta - chiede la Coldiretti - la moratoria su crediti, mutui e contributi, in modo da far 'respirare' le aziende vicino al collasso. Vale la pena sottolineare che la Commissione europea può obbligare gli Stati membri a rimuovere tutte le piante potenzialmente infettate da Xylella fastidiosa, ancorché non presentanti sintomi d’infezione, qualora esse si trovino in prossimità delle piante già infettate. In poche parole, Bruxelles può imporre il taglio di tutti gli ulivi, non solo di quelli malati, ma anche di quelli sani ricadenti nel raggio di cento metri dai primi. In questo modo le aziende agricole locali saranno ulteriormente flagellate.