25 febbraio 2020
Aggiornato 14:30
+0,3% a gennaio

Inflazione al top dal 2013. L'Istat rialza le stime

L'Inflazione a gennaio rialza la testa. A causa del maltempo dei mesi scorsi volano i prezzi di frutta e verdura. In rialzo anche il costo della benzina. Ma l'inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rallenta

ROMA - A gennaio l'inflazione rialza la testa. L'Istat ha rivisto al rialzo le stime preliminari ed ha registrato un'accelerazione che porta l'indice all'1% dallo 0,5% di dicembre. Si tratta del livello più alto dall'agosto del 2013 quando l'inflazione era all'1,2%. Su base mensile l'aumento è stato dello 0,3%.

L'inflazione rialza la testa a gennaio
Il rialzo dell'inflazione è dovuto alle componenti merceologiche «i cui prezzi presentano maggiore volatilità», ha spiegato l'Istituto. Si tratta, in particolare, della netta accelerazione della crescita tendenziale dei Beni energetici non regolamentati (+9%, da +2,4% del mese precedente) e degli Alimentari non lavorati (+5,3%, era +1,8% a dicembre), cui si aggiunge il ridimensionamento della flessione dei prezzi degli Energetici regolamentati (-2,8%, da -5,8%).

In aumento il prezzo dei vegetali e del Gasolio
Complice il brutto tempo dei mesi scorsi, in particolare, i prezzi dei vegetali freschi sono saliti del 20,4%, da +3% di dicembre, mentre quelli della verdura del 7,3%, da +4,7% del mese precedente. In forte crescita si registrano anche i prezzi del Gasolio per mezzi di trasporto: la crescita si amplia di 10,6 punti percentuali (+13,9% a gennaio, era +3,3% a dicembre). Per la Benzina l'incremento è di 6 punti percentuali (+9,3%, da +3,3% del mese precedente).

Ma l'inflazione di fondo rallenta
A gennaio, infatti, l' «inflazione di fondo", al netto degli energetici e alimentari freschi, rallenta, seppur di poco, portandosi a +0,5%, da +0,6% del mese precedente; al netto dei soli Beni energetici, invece, si porta a +0,8% (da +0,7% di dicembre). Più in dettaglio, su base annua la crescita dei prezzi dei beni accelera in misura significativa (+1,2%, da +0,1% di dicembre) mentre quella dei servizi rallenta (+0,7%, da +0,9% del mese precedente).

Il dato annuo è il più alto dal 2013
Di conseguenza, rispetto a dicembre, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni torna negativo dopo 46 mesi portandosi a meno 0,5 punti percentuali. L'inflazione acquisita per il 2017 risulta pari a +0,7%. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dell'1,1% su base mensile e dell'1,9% su base annua (era +0,6% a dicembre). Il dato annuo è il più alto dall'agosto del 2013. I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto aumentano dello 0,9% in termini congiunturali e registrano una crescita su base annua del 2,2%, dall'1,0% del mese precedente.