14 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Il FMI taglia le stime dell'Italia

Il Fmi impietoso solo con l'Italia: gli altri paesi UE crescono ma l'economia italiana rallenta

Il Fmi taglia le stime sulla crescita economica dell'Italia. Siamo l'unico paese dell'Eurozona che si vede tagliare i dati sulla crescita del Pil per il 2017 e per il 2018. Le economie di Germania e Spagna, invece, risultano in accelerazione

La presidente del FMI, Christine Lagarde.
La presidente del FMI, Christine Lagarde. Shutterstock

ROMA - Ancora una sforbiciata ai dati della crescita economica del Belpaese. Il Fondo Monetario Internazionale ha tagliato le stime di crescita dell'Italia portando la previsione di incremento del Pil per quest'anno al +0,7% e quella per il 2018 al +0,8 con una riduzione, rispettivamente, di 2 e 3 decimi di punto rispetto alle precedenti stime di ottobre. Le cifre dell'istituzione di Washington sono sempre più distanti da quelle del Governo, che nell'ultima nota di aggiornamento al Def aveva previsto un +1% per quest'anno e un +1,3% per il 2018. Ma c'è di peggio. L'Italia è l'unico paese dell'Eurozona ad aver subito un taglio delle stime.

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Il Fmi taglia la crescita economica dell'Italia
Nel suo aggiornamento al World Economic Outlook reso noto solo oggi, il Fmi segnala previsioni per l'economia globale invariate rispetto a ottobre, con una crescita mondiale confermata rispettivamente al +3,4% e al 3,6% per gli Stati Uniti, che vantano di essere la prima economia del Pianeta. Le previsioni sull'economia statunitense sono state migliorate rispettivamente di 1 e 4 decimi di punto al +2,3% e al +2,5% anche sulla base delle previste politiche di stimolo fiscale promesse da Donald Trump. Sostanzialmente, invece, sono state confermate le stime per la zona euro con una crescita all'1,6% sia per il 2017 che per il 2018 (che include una revisione al rialzo di un decimo di punto per il 2017). Ma il quadro previsionale per i maggiori Paesi della zona euro resta molto differenziato e l'Italia è il fanalino di coda dell'Eurozona.

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I guai delle banche italiane e il nodo dei Npl
Tra i paesi in accelerazione figurano la Germania, con una revisione al rialzo di un decimo di punto per entrambi gli anni a quota 1,5% e la Spagna, le cui previsioni si attestano ora al +2,3% per quest'anno (rialzata di un decimo di punto) e al 2,1% (+0,2). Invariate, invece, le previsioni di crescita per la Francia, confermate rispettivamente al +1,3% e al +1,6%. I dati peggiori riguardano proprio l'Italia, unico paese dell'Eurozona al quale è stato diagnosticato un rallentamento dell'economia nazionale. Secondo il capoeconomista del Fmi Maury Obstfeld «un problema in particolare per l'Italia è la posizione delle sue banche e i guai degli istituti di credito». Se potessero essere risolti più efficacemente consentirebbero alle banche di dare più sostegno all'economia e anche di coadiuvare una crescita maggiore. Uno dei problemi più importanti da risolvere resta infatti il nodo dei crediti problematici (Npl).

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Lo scenario internazionale e la ripresa economica Usa
Quanto allo scenario internazionale, «le stime aggregate di crescita e le previsioni per il 2016-2018 - spiega il Fmi in una nota - restano invariate rispetto al World Economic Outlook di ottobre». Lo scenario per le economie avanzate per il 2017-2018 è migliorato e riflette un'attività economica in una certa misura più sostenuta nel 2016 oltre a un previsto stimolo fiscale negli Stati Uniti. Le prospettive di crescita sono marginalmente peggiorate per le economie emergenti e in via di sviluppo nelle quali le condizioni finanziarie si sono in generale ristrette. Le prospettive a breve termine per la Cina (+0,3 a +6,5% per il Pil di quest'anno e confermate al +6% per il prossimo) sono state riviste al rialzo a causa del previsto stimolo ma sono state riviste al ribasso per un certo numero di altre grandi economie, più specificamente India, Brasile e Messico. Ecco, nella tabella, le nuove previsioni del Fondo Monetario Internazionale per la crescita economica del 2017:

  • MONDO +3,4%
  • USA +2,3%
  • AREA EURO +1,6%
  • GERMANIA +1,5%
  • FRANCIA +1,3%
  • ITALIA +0,7%
  • SPAGNA +2,3%
  • GIAPPONE +0,8%
  • REGNO UNITO
  • CANADA +1,9%
  • CINA +6,5%
  • RUSSIA -3,7%
  • BRASILE -3,8%

Fonte: Imf, "World Economic Outlook Update»