22 aprile 2021
Aggiornato 05:00
L'offensiva del Fisco

Fisco, l'Agenzia delle Entrate torna a battere cassa. In arrivo 60mila lettere ai contribuenti

L'Agenzia delle entrate ha inviato altre 60mila lettere ai contribuenti persone fisiche per permettere di rimediare agli errori commessi per l'inesatta indicazione del reddito dei fabbricati. Ma la pressione fiscale resta a livelli insostenibili

ROMA – L'Agenzia delle Entrate torna a battere cassa. Sono in arrivo circa 60mila lettere ai contribuenti persone fisiche che nel 2012 hanno percepito e non dichiarato redditi di fabbricati. Ma intanto la pressione fiscale in Italia resta a livelli insostenibili.

In arrivo 60mila lettere ai contribuenti
L'Agenzia delle entrate invia altre 60mila lettere ai contribuenti persone fisiche che nel 2012 hanno percepito e non dichiarato, o dichiarato parzialmente, redditi di fabbricati derivanti da contratti di locazione di immobili, compresi quelli per i quali è stato scelto il regime della cedolare secca. L'agenzia fiscale sottolinea che le lettere contengono tutte le informazioni utili per permettere ai contribuenti di rimediare agli errori commessi per l'inesatta indicazione del reddito dei fabbricati nella dichiarazione relativa all'anno d'imposta 2012.

Il calcolatore delle sanzioni online
Per semplificare il calcolo delle sanzioni e degli interessi dovuti in presenza di cedolare secca, l'agenzia ha aggiornato il calcolatore online, chiamato «Calcolatore sanzioni e interessi infedele dichiarazione ravvedimento operoso anno d'imposta 2012», presente sul suo sito. Da oggi il calcolatore «calcola velocemente al posto dei contribuenti» le sanzioni ridotte del ravvedimento operoso per i redditi 2012, sia in caso di imposta sostitutiva della cedolare secca sia in caso di imposte ordinarie per reddito da fabbricati.

Il vademecum per rimediare agli errori commessi
È possibile, inoltre, consultare il nuovo vademecum «che spiega, con un linguaggio semplice e accessibile a tutti, cosa fare quando si riceve la lettera dell'Agenzia delle entrate e come rimediare agli errori commessi». Tuttavia vale la pena di ricordare che secondo la Cgia di Mestre la pressione fiscale reale in Italia è arrivata al 49% ed è superiore di ben 6,4 punti in più rispetto alle stime ufficiali. Chi fa impresa si trova inoltre a subire un aggravio fiscale che sfiora il 50% e fa fatica a sopravvivere.

La pressione fiscale resta a livelli insostenibili
Secondo il presidente della Cna, Daniele Vaccarino, si tratta di «livelli insostenibili» e soprattutto per le piccole imprese «permane un problema di fondo negli ultimi due anni solo scalfito». «Secondo le stime del nostro Osservatorio, la pressione fiscale e contributiva complessiva - il cosiddetto total tax rate - nel 2016 è del 61%», sottolinea Vaccarino. Tra l'Italia e la Germania, il nostro principale concorrente nella manifattura sui mercati mondiali, c'è un divario di 20 punti. Difficile credere che l'economia del paese possa ripartire con questi dati alla mano.