10 dicembre 2019
Aggiornato 23:00
Resta il nodo aumento di capitale da 5 miliardi

Passera si unisce a Jp Morgan per salvare Monte Paschi?

Sviluppi sempre più imprevedibili per la banca senese. Dalle piazze finanziarie si registrano aumenti a doppia cifra sul titolo senese: in due giorni un balzo del 20%. Nel piano dell'ex ministro vedrebbe luce anche una bad bank, in cui sarà presente il Fondo Atlante

ROMA - Comprare Monte Paschi, comprare Monte Paschi, comprare Monte Paschi. Il Monte è salvo. Arrivano i capitani coraggiosi italiani, coloro che porteranno in terra ferma la banca più antica del mondo che naviga in acque tempestose da anni.

Torna in auge il Piano Passera
Questo il messaggio che arriva dalle piazze finanziarie che registrano aumenti a doppia cifra sul titolo senese: in due giorni un balzo del 20%. Monte Paschi Siena continua a valore come cinquemila appartamenti di piccole dimensioni, ma la notizia dei forti acquisti sta facendo il giro del mondo. Improvvisamente è tornato in auge il piano di salvataggio dell’ex banchiere di Intesa Sanpaolo, ed ex ministro, Corrado Passera. Bocciato senza appello in tempi recenti, da un giorno all’altro ha focalizzato su se stesso le speranze del mercato, con buon successo per altro. I confini, e le dimensioni economiche dell’operazione, sono tanto vaghe quanto sbandierate. Si sa che Passera è salito alla Consob per spiegare cosa vorrebbe fare, da chi sarebbe supportato, tempi e piani industriali. Di sicuro avrà dovuto rispondere a due semplici domande, le solite per altro: come pensa di fare un aumento di capitale pari a cinque miliardi di euro, la prima. La seconda: i crediti deteriorati sono pari a ventisette miliardi, come pensa di piazzarli sul mercato, attraverso chi, a chi e a che prezzo.

Mps «ferma» su Jp Morgan ma...
La novità lascia perplessi, e non poco. Fino a qualche giorno fa sul piatto c’era solo un piano di salvataggio per la banca senese: quello di Jp Morgan, fortemente sostenuto dal governo, che per altro è anche primo azionista attraverso il ministero del Tesoro, per ragioni anche politiche (qui vi avevamo raccontato "Jp Morgan e l'amico Renzi: storia di come vogliono cambiarci la Costituzione (e il sistema bancario)"). Osservando i volumi scambiati sul mercato, si può notare che l’exploit di Mps non è legato ad un sostanzioso aumento dei volumi. Si sono scatenati quindi i piccoli risparmiatori del trading, mentre i pesi massimi sono rimasti fermi a vedere cosa succede. Non siamo quindi di fronte ad una variazione di prezzo sostenuta da chi ha il potere di fare un valore definitivo di mercato. Il cda di Mps si è detto «fermo» su Jp Morgan, ma ha domandato delucidazioni sulla proposta di Passera & C. Il che potrebbe significare che, nonostante la fermezza, si cerca una via di fuga ad una situazione, soprattutto sull’aumento di capitale, molto complicata, se non disperata. Anche perché nel piano dell’ex ministro il denaro da trovare sul mercato passa da cinque a due miliardi di euro.

I soldi di Passera per JP Morgan
Probabilmente si sta cercando di sovrapporre i due piani, così i soldi portati in dote da Corrado Passera alleggerirebbero il carico del piano targato Jp Morgan. Il piano industriale verrà presentato lunedì prossimo. Nel piano di Passera vedrebbe luce anche una bad bank, in cui sarà presente il Fondo Atlante, dove far confluire i famosi 30 miliardi di euro di crediti deteriorati. Di fatto i credi inesigibili finirebbero nella pancia dello Stato, trasformati in debito pubblico. Corrado Passera, all’uscita della Consob ha commentato: «Se va come deve andare può essere un progetto bellissimo e l'Italia ne uscirebbe alla grande. È questo che mi stimola».