5 giugno 2020
Aggiornato 21:30
Closing Good bank

Banche, a che punto è la cessione delle «good bank» e chi le acquisterà

La cessione delle quattro «good bank» potrebbe arrivare in «Zona Cesarini» o ai «tempi supplementari». Il closing, infatti, appare difficile e la scadenza per la vendita è fissata al 30 settembre. Ma ecco che all'orizzonte compare Ubi Banca

MILANO – La cessione delle «good bank» nate dalle ceneri delle quattro banche risanate a novembre scorso potrebbe concludersi ai «tempi supplementari». Il termine per la loro vendita infatti è fissato al 30 settembre, ma non è affatto escluso un allentamento delle scadenze. Ad annunciarlo ieri è stato Roberto Nicastro in persona, presidente dei quattro istituti nati dalla risoluzione di Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Cariferrara durante la Euromoney Italy Conference di Milano. E Ubi sarebbe interessata all'acquisto.

«Zona Cesarini» per la cessione delle good bank
Per la vendita delle good bank si parla di «zona Cesarini» o «tempi supplementari». La scadenza ufficiale per la cessione dei quattro istituti nati dalle ceneri di Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Cariferrare è fissata al 30 settembre, ma il tempo stringe ed è probabile che la timeline venga superata. Soprattutto se ad annunciarlo è Roberto Nicastro in persona, il presidente delle good banks, intervenuto ieri alla Euromoney Italy Conference di Milano.

Un closing difficile
Il closing, in effetti, appare difficile. La prima asta, che si è svolta nel mese di luglio, si è conclusa con un nulla di fatto, e sebbene diversi rumors raccontino di alcuni potenziali acquirenti interessati, il 30 settembre è molto vicino e nulla è dato per certo. In pole position ci sarebbe Ubi Banca, che sembra disposta ad acquistare tutti e quattro gli istituti mettendo sul piatto 500 milioni di euro. L'indiscrezione arriva dal Messaggero, ma l'istituto di credito in questione si limita a un silenzio sibillino e per il momento preferisce non confermare la notizia.

L'interesse di Ubi Banca
D'altronde, come sottolinea lo stesso presidente Nicastro, la «procedura richiede riservatezza». Il consigliere delegato di Ubi, Victor Massiah, sembra si sia premunito di informare nelle scorse ore il Cda della sua banca sugli sviluppi del processo di vendita. Come sottolinea Luca Davi su Il Sole 24 ore, è realistico pensare che Ubi stia valutando la fattibilità dell'acquisto su invito dei palazzi romani. La cessione delle good bank riguarda l'Esecutivo da vicino e resta una patata bollente per l'intero sistema bancario nazionale.

Un rosso da 133,9 mln nel primo semestre
Anche se andasse in porto l'acquisto da parte di Ubi bisognerebbe fare i conti sull'impatto che questo potrebbe avere sul resto del sistema. Ubi Banca, infatti, restando a corto di liquidità sarebbe costretta a varare un aumento di capitale per riportare i requisiti patrimoniali ai livelli adeguati. Nel frattempo, nel primo semestre dell'anno le good bank subiscono una perdita di 133,9 milioni di euro. Un rosso comunque «inferiore alle attese», che si confronta con una perdita secca di 153 milioni di euro risalente agli ultimi 40 giorni del 2015.

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