27 maggio 2020
Aggiornato 15:00
Studio dell'Europarlamento

Banche, in Europa circolano 500 miliardi di bond subordinati

La stima è contenuta in una analisi del marzo scorso realizzata dalla direzione generale per le politiche interne dell'Europarlamento. Le banche britanniche presentano l'ammontare maggiore con oltre 86 miliardi di euro, poi quelle francesi con 57 miliardi, tedesche 35,4 miliardi e italiane 32 miliardi di euro.

Ammontano a circa 500 miliardi di euro i bond subordinati emessi dalle banche europee
Ammontano a circa 500 miliardi di euro i bond subordinati emessi dalle banche europee Shutterstock

FRANCOFORTE - Ammontano a circa 500 miliardi di euro i bond subordinati emessi dalle banche europee. La stima è contenuta in una analisi del marzo scorso realizzata dalla direzione generale per le politiche interne dell'Europarlamento. Lo studio riprende il «trasparency exercise» dell'Eba secondo il quale l'ammontare degli strumenti finanziari Tier 2 (categoria dove rientrano le obbligazioni subordinate) è di quasi 300 miliardi di euro per le principali banche dei paesi euro, Svezia e Gran Bretagna.
«Il monitoraggio dell'Eba riguarda solo le principali banche - si legge nello studio dell'Europarlamento - per cui è ragionevole stimare in 500 miliardi di euro i bond subordinati emessi da istituti di credito dell'Unione Europea».

86 miliardi per le banche britanniche
Restando ai dati Eba, gli strumenti Tier 2 rappresentano in media il 16,3% del capitale ai fini di vigilanza. Le banche britanniche presentano l'ammontare maggiore con oltre 86 miliardi di euro, poi quelle francesi con 57 miliardi, tedesche 35,4 miliardi e italiane 32 miliardi di euro.
In termini di incidenza sul capitale, i bond subordinati sfiorano il 30% per le banche austriache, percentuali di poco superiori al 20% per quelle inglesi e olandesi. Sopra la media europea anche l'Italia con il 19%, valori intorno al 15% in Germania e Francia mentre per gli istituti spagnoli è il 10,8%.
Mancano invece dati ufficiali su quanti bond junior siano nei portafogli dei piccoli risparmiatori. Dalle statistiche della Bce emerge che la clientela retail nei paesi euro detiene direttamente obbligazioni per 526 miliardi di euro, comprendendo bond bancari e di società finanziarie così come bond subordinati e bond senior.

Qualche elemento è stato reso noto a livello nazionale
La Banca d'Italia nell'ottobre del 2015 stimava che il 46% dei bond subordinati delle banche italiane (67,2 miliardi) erano detenuti direttamente dalle famiglie. La Consob spagnola ha calcolato che i piccoli risparmiatori iberici detengono azioni privilegiate bancarie per 22,4 miliardi di euro ( nel caso di bail-in le azioni privilegiate partecipano alla copertura delle perdite prima dei bond subordinati)
Passando alla Francia, lo studio dell'Europarlamento ricorda che Credit Agricole l'anno scorso ha emesso un bond junior da 3 miliardi di euro destinato alla clientela retail e il gruppo Bpce 611 milioni mentre sempre Credit Agricole ha proceduto a una emissione da 600 milioni di euro all'inizio dell'anno.

Poi il caso portoghese
Fitch ha stimato che i piccoli risparmiatori hanno acquistato bond junior per 6 miliardi di euro attraverso le varie filiali del Banco Espirito Santu che tre anni fa è stato salvato con 4,8 miliardi di euro di fondi pubblici con la creazione del Novo Banco. Le autorità portoghesi a fine 2015 per risolvere il problema di carenza di capitale di Novo Banco emersa dall'ispezione Bce hanno cancellato 2 miliardi di euro di quattro emissioni di bond senior (più garantiti rispetto ai subordinati), selezionando quelle con taglio minimo sopra i 50mila euro.
In caso di bail-in l'azzeramento o la conversione in capitale dei bond junior è praticamente scontata, ma il caso del Novo Banco o quello dell'austriaca Heta mostrano che anche le obbligazioni senior non sono immuni. La Heta è il primo esempio di applicazione delle norme sul bail-in entrate in vigore a inizio anno. Tre mesi fa per fronteggiare una carenza di capitale da 8,5 miliardi di euro, le autorità austriache hanno proceduto con il bail-in, azzerando il valore dei bond subordinati e praticando un haircut sulle obbligazioni senior pari al 54% del valore nominale.

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