16 ottobre 2019
Aggiornato 02:00
Prestiti invariati a giugno

Banche, Abi: le sofferenze nette salgono a 85 miliardi. E la qualità del credito peggiora

Ad aprile erano 84 miliardi, ma a luglio i crediti deteriorati tornano a salire raggiungendo quota 85. Le banche italiane sono sempre più «sofferenti» e torna il segno meno sugli impieghi bancari.

MILANO - Brutte notizie dal rapporto mensile dell'Abi. E' negativa la voce che riguarda la qualità del credito, che peggiora a fronte dell'ulteriore aumento delle sofferenze bancarie. Il segno meno torna per gli impieghi dei depositi, ma è positivo il loro trend.

Le banche sono sempre più «sofferenti»
Le sofferenze bancarie peggiorano ancora. Secondo il rapporto dell'Abi relativo al mese di luglio, a fine maggio le sofferenze nette sono risultate pari a 85 miliardi di euro rispetto agli 84 miliardi registrati nel mese di aprile. Rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente sono aumentate di circa 1,5 miliardi (+1,8% l'incremento annuo, seppur in decelerazione rispetto al +5,3% di fine 2015). E il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,72%, in aumento rispetto al 4,67% di aprile.

Torna il segno meno sugli impieghi bancari
A giugno è tornato anche il segno meno nella dinamica degli impieghi bancari. Secondo il rapporto mensile dell'Abi e sulla base delle prime stime, il totale dei prestiti ai residenti in Italia (settore privato più amministrazioni pubbliche) si colloca a 1.825,9 miliardi di euro, segnando una variazione annua del -0,3% (il mese precedente aveva fatto segnare un +0,2%). Stabili sono invece a giugno i finanziamenti in essere per le sole famiglie e le imprese: pari a 1.417,5 miliardi, segnando una variazione annua del -0,04%.

Aumentano i depositi e diminuiscono le obbligazioni
Risulta invece in assestamento la dinamica annua della raccolta bancaria, rimane positivo il trend dei depositi ed è in forte contrazione la dinamica delle obbligazioni. La raccolta complessiva è diminuita di circa 18,2 miliardi su base annua, pari a una variazione del -1,1% (-1,6% il mese precedente; -1,3% a giugno 2015). Nel dettaglio, i depositi sono aumentati a fine giugno di quasi 45 miliardi di euro rispetto all'anno scorso (+3,4%), mentre si conferma la diminuzione, sempre su base annua, della raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni (-15,1%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di 62 miliardi).