20 settembre 2021
Aggiornato 08:00
la tesi del prof Oppenheimer

Oppenheimer: l'Euro? Una fonte di debolezza per l'Ue e il mondo intero

Secondo l'economista, in Europa regna la dittatura economica tedesca e gli squilibri macroeconomici odierni esistevano già nel 1940. L'Euro è inoltre una fonte di debolezza dentro e fuori i confini dell'Ue. Ecco perché staremmo meglio senza

ROMA – Il quarto Reich. E' questo che la Germania avrebbe realizzato in Europa, grazie a una dittatura economica senza precedenti. Ne è convinto il professor Peter Oppenheimer, economista «oxfordiano» che ha rilasciato un'intervista al blog la-cosa.it per spiegare l'origine degli squilibri macroeconomici dell'Eurozona.

La dittatura economica tedesca
Una dittatura economica che non ha precedenti nella storia europea, se non quello del terzo Reich. La Germania di Angela Merkel sarebbe riuscita nell'impresa che perfino Adolf Hitler ha fallito: quella di conquistare l'Europa. E' la tesi del professor Peter Oppenheimer, economista ed ex direttore del centro degli Studi ebraici di Oxford, che ha rilasciato un'intervista al blog la-cosa.it. Secondo Oppenheimer, la Germania ha ripetuto oggi lo stratagemma del 1940: quando usò deliberatamente una moneta sottovaluta «per dominare il mercato dell'Est Europa».

Gli squilibri macroeconomici esistevano già nel 1940
«L'Euro è sottovalutata per l'economia tedesca. E oggi abbiamo una copia degli squilibri economici che esistevano già nel 1940», sostiene l'economista. Squilibri che giovano all'economia tedesca, ma danneggiano quella degli altri paesi europei. Secondo il professore «oxfordiano»: «i Paesi del Sud (Europa) in particolare, che hanno una moneta sopravvalutata, non sono in grado di svalutare e accrescono la domanda per beni e servizi dai maggiori paesi esportatori, come la Germania».

L'Euro è una fonte di debolezza
Ma c'è di più. L'Euro, così com'è, è una fonte di debolezza non solo per l'Europa, ma anche per l'economia mondiale: «Se l'Eurozona va piano, molte delle sue debolezze si trasferiscono al resto del mondo. Le debolezze non sono contenute in Europa ma traboccano al di fuori». E questa crisi tutta europea coincide con altre debolezze dell'economia mondiale: come la recessione in Cina e la crisi dei mutui sub-prime in America. A conti fatti, sembrerebbe che «l'unica motivazione che spinge i paesi membri a salvare l'Euro sia la paura».

Effetti scomodi nel presenti per avere benefit nel futuro
Secondo Oppenheimer, infatti, nel caso in cui un paese uscisse dall'Euro, l'effetto della svalutazione sarebbe solo momentaneo. Questo perché la svalutazione può non avere successo: affinché ce l'abbia, i salari non devono crescere dello stesso tasso di svalutazione della moneta. Altrimenti l'effetto finale è nullo. Se invece la manovra riesce, «le aziende possono aumentare il loro business all'estero e ridurre la disoccupazione». In questo modo «l'economia cresce ancora». Ma il problema fondamentale è che «l'effetto immediato è scomodo»: per questo i paesi membri hanno paura ad uscire dall'Eurozona. Tuttavia, come sostiene Oppenheimer, «è necessario affrontare effetti scomodi per avere i benefit nel futuro».