12 dicembre 2019
Aggiornato 03:30
Pesa l'incognita referendum

Brexit, dopo lo scivolone la sterlina recupera

La sterlina risale dopo il crollo di ieri, ma sull'andamento della valuta incombe l'incognita del referendum del 23 giugno. Intanto, i risultati dei sondaggi continuano a fornire dati contrastanti

ROMA - Sterlina in parziale recupero, dopo che ieri la settimana era iniziata quasi in caduta libera per la valuta britannica, a seguito di sondaggi che ora, a differenza di quanto asserito nelle ultime settimane, danno per favorita la «Brexit».

La sterlina risale dopo il crollo di ieri
Il british pound recupera a 1,2828 euro, dopo che ieri era sceso fino a 1,2649, il livello più basso dall'11 maggio. La sterlina risale in maniera anche più netta sulla valuta americana, a 1,4586 dollari, dopo il minimo di ieri a 1,4354. In questo caso è complice anche la linea prudente mostrata dalla presidente della Fed, Janet Yellen, che sembra aver allontanato il rialzi dei tassi (la numero uno della Fed ha comunque ribadito i rischi finanziari legati ad un eventuale scenario di Brexit).

L'incognita del referendum
Ad ogni modo, sulll'andamento della valuta britannica incombe sempre la data del 23 giugno, quando gli elettori del Regno Unito saranno chiamati a votare sulla permanenza o meno nell'Ue. Una recente rilevazione della Icm sostiene che i favorevoli alla Brexit si attestano al 48%, a fronte di un 43% di favorevoli al permanere nell'Ue. Le indicazioni comunque sono contrastati.

I dati dei sondaggi sono contrastanti
Secondo Opinium i favorevoli all'Ue restano invece in testa, al 43% contro un 40% per la Brexit. E secondo il Financial Times il rapporto è 45 contro 43%. Intanto però gli ultimi sondaggi potrebbero aver indotto gli investitori a dei riposizionamenti. Secondo la US Commodity Futures Trading Commission, prima che circolassero le ultime notizie la maggior parte dei fondi speculativi aveva preso posizioni di investimenti rialziste sulla sterlina.