24 luglio 2021
Aggiornato 20:00
cala la fiducia dei consumatori

Pil, Istat: rallenta la crescita dell'economia italiana

L'economia italiana cresce moderatamente mentre la fiducia dei consumatori continua a diminuire da gennaio. L'andamento del mercato del lavoro è articolato, ma presenta un'evoluzione positiva della componente femminile

ROMA - Rallenta il ritmo di crescita dell'economia italiana nel breve termine. E' quanto emerge dall'indicatore composito dell'Istat.

L'economia italiana cresce moderatamente
La nota mensile dell'istituto rileva che l'economia italiana continua a crescere con un ritmo moderato, caratterizzato dal consolidamento del contributo positivo della domanda interna alla crescita del Pil. Il principale motore della crescita, infatti, è costituito dai consumi ai quali si accompagna anche un miglioramento degli investimenti. Tuttavia, in presenza di alcuni segnali di debolezza delle attese delle imprese e degli ordinativi della manifattura, l'indicatore composito anticipatore dell'economia italiana ha segnato un'ulteriore discesa.

La fiducia dei consumatori continua a diminuire
Nel primo trimestre del 2016 la spesa delle famiglie residenti è cresciuta su base congiunturale allo stesso ritmo del trimestre precedente (+0,3%). Gli aumenti più rilevanti si sono registrati nella spesa in beni non durevoli (+0,7%) e in quelli durevoli (+0,5%, in rallentamento rispetto ai trimestri precedenti) mentre le spese per i servizi sono risultate più deboli (+0,2%). Anche la spesa delle amministrazioni pubbliche ha registrato un lieve incremento (+0,2%). In maggio è proseguito il calo di fiducia dei consumatori iniziato a gennaio.

L'andamento del mercato del lavoro
Nell'ultimo mese risultano in peggioramento le valutazioni sul clima economico e, in misura più lieve, sul clima futuro. Il mercato del lavoro mostra un andamento articolato nelle sue componenti. Ad aprile l'aumento degli occupati ha riguardato sia gli uomini (+0,3% su base congiunturale) sia, in misura minore, le donne (+0,1%). La crescita ha coinvolto i dipendenti a carattere permanente (+0,2%, 35 mila occupati in più), a fronte di una sostanziale stabilità di quelli a termine e ha riguardato anche gli indipendenti (+0,3%).

L'evoluzione della componente femminile
Nello stesso mese, il tasso di disoccupazione ha ripreso ad aumentare (11,7%, un decimo in più rispetto a marzo), come effetto dell'evoluzione della componente femminile: il tasso di disoccupazione delle donne è infatti cresciuto di cinque decimi di punto rispetto a marzo, toccando quota 12,8%. Tale andamento è legato alla crescita del numero di donne in cerca di occupazione (+4,2% in un mese) in corrispondenza di un calo delle inattive (-0,8%) che riflette, presumibilmente, un aumento dell'intensità nella ricerca di lavoro. Contemporaneamente, il tasso di disoccupazione maschile ha proseguito la discesa, raggiungendo ad aprile il 10,8%, un decimo di punto in meno rispetto al mese precedente.