Barriera anti-migranti sul Brennero, le conseguenze disastrose per l'economia italiana
Il valico del Brennero è la Via della Seta continentale da cui transita la maggior parte dell'export italiano. Confartigianato Veneto ha lanciato l'allarme definendo «devastante» l'impatto che il muro potrebbe avere sull'economia nazionale. Vi spieghiamo perché sono a rischio circa 16 miliardi di esportazioni.
ROMA – Il muro del Brennero divide l'Europa, preoccupa il mondo ed è un pericolo incombente per l'economia italiana. La crescita moderata registrata nel primo trimestre del 2016 potrebbe subire una battuta d'arresto, perché la decisione del governo austriaco di erigere una barriera nel cuore del continente colpirebbe duramente l'export italiano, vanificando ogni sforzo duramente perseguito per uscire finalmente dalla crisi economica.
La via della Seta continentale
Il valico del Brennero è il corridoio alpino sul quale transita la maggior parte del traffico di merci su ruote del continente ed è un asse portante dell’interscambio di prodotti tra i paesi del mercato comunitario. E' inoltre la via della Seta continentale che collega l'Italia al suo partner commerciale per eccellenza: la Germania. Solo l'anno scorso gli scambi commerciali tra i due paesi hanno sfiorato i 140 miliardi di euro. Evidentemente, il ripristino dei controlli al Brennero e la costruzione del muro decisa dal governo austriaco sarà un duro colpo per l'economia italiana.
L'allarme di Confartigianato Veneto
Il muro del Brennero infatti non è solo una barriera fisica per contrastare l'ingresso dei migranti e un simbolo dal potente significato psicologico e culturale che rischia di ferire a morte l'ancora adolescente e irrequieta Unione Europea, ma si trasformerà soprattutto in un danno economico dalle imprevedibili conseguenze per la zoppicante economia del Belpaese. Non sorprende quindi che i primi a essere preoccupati siano gli autotrasportatori di Confartigianato Veneto, che nel dare l'allarme definiscono «devastante» l’impatto del muro che l’Austria sta costruendo ai valichi di confine con l’Italia, nel cuore pulsante dell’economia veneta.
Il Veneto esporta merci per 1 miliardo e mezzo
Il Veneto è una Regione fortemente export-oriented e le sue aziende esportano in Austria prodotti per un valore di circa 1 miliardo e mezzo ogni anno. Non solo, come abbiamo anticipato, per il valico del Brennero transitano anche le merci dirette in Germania. Cosa accadrebbe se all'improvviso sulle strade che uniscono l'Austria e l'Italia si materializzassero code chilometriche capaci di bloccare e rallentare un commercio così prezioso per l'economia nazionale? Le piccole e medie imprese italiane che sopravvivono a stento nell'oceano della concorrenza globale e trainano a fatica la ripresa del paese dovrebbero sostenere l'aumento dei costi del trasporto, quelli dei ritardi e quelli delle mancate consegne.
A rischio 16 miliardi di esportazioni italiane
Secondo un’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Veneto e ripresa da Venetoeconomia.it, verso l'Austria, la Danimarca, la Francia, la Germania, la Norvegia e la Svezia, (cioè i sei Paesi che hanno introdotto deroghe temporanee agli accordi di Schengen), confluisce oltre un quarto dell’export artigianale regionale veneto: parliamo di ben 16 miliardi di euro. Per questa ragione, Confartigianato Veneto ha deciso di chiedere all'Unione Europea di intervenire tempestivamente per imporre all'Austria delle sanzioni incisive. La Commissione Europea intanto ha programmato un incontro per giovedì 5 maggio tra il presidente Jean-Claude Juncker e il premier italiano Matteo Renzi. Ma Vienna ha già annunciato l'inizio dei controlli a partire dal primo giugno, e ha avvertito l'Europa che i suoi poliziotti sono pronti a salire sui treni in transito già alla stazione di Fortezza, che si trova ancora in territorio italiano.
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