27 settembre 2020
Aggiornato 02:30
Oggi scioperano le precarie degli asili nido

Roma, oggi è la festa della Donna ma 2mila lavoratrici rischiano di perdere il lavoro

Sono oltre 2mila le educatrici d'infanzia che lavorano nei nidi comunali che stanno rischiando di perdere definitivamente il lavoro dopo oltre un ventennio di precariato.

ROMA - Oggi, 8 marzo, sciopereranno le lavoratrici precarie dei nidi pubblici di Roma. Alle ore 14 è prevista la manifestazione a piazza Vidoni, davanti al ministero della Funzione Pubblica. Nel giorno della ricorrenza della festa internazionale della donna, circa 2mila maestre d'asilo stanno rischiando di perdere definitivamente il lavoro dopo circa 20 anni di precariato, e dietro ognuna di loro c'è una famiglia da mantenere. Si tratta di un licenziamento di massa che avrebbe gravi conseguenze anche sull'economia e la società cittadina. Ecco cosa sta succedendo nella Capitale. 

«Tenetevi la festa, ridateci il lavoro»
«Tenetevi la festa, ridateci il lavoro» chiedono le lavoratrici precarie dei nidi pubblici di Roma, che hanno scelto la ricorrenza della festa internazionale della donna per dar voce a un disagio che perdura da almeno un ventennio, ma che ora potrebbe tradursi in un licenziamento di massa dalle drammatiche conseguenze per loro e per tutta la città. Manifesteranno dalle ore 14 davanti al ministero della Funzione Pubblica, a piazza Vidoni.

La sentenza della Corte di Giustizia Europea
Sono oltre 2mila le donne, educatrici d'infanzia che lavorano nei nidi comunali di Roma, che stanno rischiando di perdere definitivamente il lavoro dopo oltre un ventennio di precariato. Tutto è cominciato da una sentenza della Corte di Giustizia Europea, che circa un anno e mezzo fa puntò il dito contro l'uso reiterato di contratti a tempo determinato, fissandone il tetto massimo a 36 mesi.

Il tempo è scaduto ma nulla è cambiato
C'è da sottolineare che la sentenza della Corte aveva le sue buone ragioni:il precariato era diventato sistemico e strutturale, basti pensare che la maggior parte di questi contratti a termine era perfino di natura giornaliera. Si parla di un esercito di 2mila lavoratrici "precarie" da circa 20 anni. L'Italia così dovette correre ai ripari e ottenne una proroga di circa un anno per guadagnare tempo e cercare di risolvere la questione: 12 mesi per lavorare concretamente alla loro stabilizzazione contrattuale. Ma il tempo è quasi scaduto e la nulla è cambiato, né si intravede all'orizzonte alcun tipo di soluzione.

Un licenziamento di massa nel cuore di Roma
L'Europa aveva condannato l'Italia e le aveva chiesto di provvedere all'assunzione delle sue lavoratrici, ma le amministrazioni comunali si stanno invece preparando a un licenziamento di massa che spianerà la strada alla gestione privata dei nidi pubblici e delle scuole d'infanzia. Nella giornata internazionale della donna, queste lavoratrici chiedono che venga rispettato il loro diritto all'assunzione dopo 20 anni di supplenze anche giornaliere e contratti a tempo determinato. Non si tratta solo di diritti al femminile, ma anche di un problema di ordine economico e sociale che coinvolgerebbe tutta la città perché circa 2mila donne e madri residenti a Roma si troverebbero all'improvviso senza lavoro e con poche possibilità di trovarne un altro. Senza dimenticare il fatto che per il disservizio in essere i primi a farne le spese sarebbero proprio i bambini, in uno dei momenti più importanti per la loro crescita e la loro formazione.