29 settembre 2020
Aggiornato 23:00
la stima è stata rivista al rialzo

Istat, il Pil è aumentato dello 0,8% nel 2015

Si tratta del primo aumento dopo circa tre anni di flessione: il Pil è aumento dell'1,5% rispetto all'anno precedente

ROMA - Nel 2015 il Pil è aumentato dello 0,8%, registrando una crescita dopo tre anni consecutivi di flessioni. Lo ha comunicato l'Istat che ha rivisto al rialzo la stima provvisoria che indicava un Pil in aumento dello 0,7% nel 2015 (dato grezzo).

Il Pil è aumentato dell'1,5% rispetto all'anno scorso
Nel 2015 il Pil, ai prezzi di mercato, è stato pari a 1.636.372 milioni di euro correnti, con un aumento dell'1,5% rispetto all'anno precedente. I dati disponibili per i principali paesi sviluppati indicano un aumento del Pil in volume negli Stati Uniti (2,4%), nel Regno Unito (2,2%), in Germania (1,7%) e in Francia (1,2%). Dal lato della domanda interna nel 2015 si registrano, in termini di volume, variazioni positive nei consumi finali nazionali (0,5%) e negli investimenti fissi lordi (0,8%).

Bene la domanda interna
Per quel che riguarda i flussi con l'estero, le esportazioni di beni e servizi sono aumentate del 4,3% e le importazioni del 6,0%. La domanda interna ha contribuito positivamente alla crescita del Pil per 0,5 punti percentuali (1,0 al lordo della variazione delle scorte) mentre la domanda estera netta ha fornito un apporto negativo per 0,3 punti. A livello settoriale, il valore aggiunto ha registrato aumenti in volume nell'agricoltura, silvicoltura e pesca (3,8%), nell'industria in senso stretto (1,3%) e nelle attività dei servizi (0,4%). Le costruzioni hanno invece registrato un calo dello 0,7%.

Il volume resta al di sotto del livello del 2000
Tuttavia il Pil in volume - ha spiegato l'Istat - resta ancora al di sotto del livello registrato nel 2000. La crescita del Pil è stata accompagnata nel 2015 da un incremento significativo delle importazioni di beni e servizi (+6%) l'insieme delle risorse disponibili, misurate in termini di volume, è aumentato rispetto all'anno precedente dell'1,9%. Dal lato degli impieghi si è registrato un aumento dello 0,8% degli investimenti fissi lordi e dello 0,5% dei consumi finali nazionali. Il contributo alla variazione del Pil della domanda nazionale al netto delle scorte è risultato positivo per 0,5 punti e quello della variazione delle scorte ha contribuito per altri 0,5 punti, mentre la domanda estera netta ha fornito un apporto negativo per 0,3 punti percentuali.

Scende ancora il rapporto deficit-Pil
Migliorano invece i conti pubblici: nel 2015 il deficit-Pil è sceso al 2,6% dal 3% del 2014. L'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, misurato in rapporto al Pil, è stato pari al -2,6%, a fronte del -3% del 2014. In valore assoluto l'indebitamento è di 43.101 milioni di euro, in diminuzione di oltre 5,5 miliardi rispetto a quello dell'anno precedente. L'avanzo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) misurato in rapporto al Pil è stato pari all'1,5% (1,6% nel 2014).  Il saldo primario (indebitamento netto al netto della spesa per interessi) è risultato positivo e pari a 25.326 milioni di euro, con un'incidenza sul Pil dell'1,5% (nel 2014 era stata pari all'1,6%). Il saldo di parte corrente (risparmio o disavanzo delle Amministrazioni pubbliche) è stato positivo e pari a 16.336 milioni di euro, a fronte dei 4.408 milioni del 2014. Tale miglioramento - ha spiegato l'Istat - è il risultato di un aumento delle entrate correnti di circa 6,4 miliardi di euro e di una diminuzione delle uscite correnti di circa 5,6 miliardi.