16 ottobre 2019
Aggiornato 16:30
Il comitato EBS

A rischio la produzione di energia da biomasse solide

La causa è il nuovo sistema di tariffe incentivanti che sostituirà i Certificati verdi a partire dal 1 gennaio 2016. Pensata anni fa come clausola di salvaguardia quando il prezzo dell'energia era previsto in crescita costante, ora la misura potrebbe affossare tutta la filiera, che è interamente italiana

A rischio la produzione di energia da biomasse solide
A rischio la produzione di energia da biomasse solide ANSA

ROMA - Una potenza installata di 590 MW per una produzione di energia che, a differenza di quella derivante da altre fonti rinnovabili, è costante e programmabile: è il settore della produzione di energia elettrica da biomasse solide, un comparto che apporta notevoli benefici ambientali (perchè contribuisce ad una buona manutenzione del patrimonio boschivo), ed economici, perchè altrimenti le biomasse verrebbero bruciate inutilmente, e perchè permette agli agricoltori di disporre di una fonte di reddito complementare. Ora il settore è messo gravemente a rischio dal nuovo sistema di tariffe incentivanti che sostituirà i Certificati verdi a partire dal 1 gennaio 2016. Pensata anni fa come clausola di salvaguardia quando il prezzo dell'energia era previsto in crescita costante, ora la misura, contenuta nel decreto ministeriale Fer, potrebbe affossare tutta la filiera, che è interamente italiana.

Prospettive di crisi per il settore sempre più concrete

La preoccupazione è emersa oggi nel corso del convegno «Biomasse solide per l'energia: un settore industriale da tutelare», tenuto presso la Sala degli Atti Parlamentari del Senato e promosso dal neo comitato Energia da Biomasse Solide, che raggruppa oltre 17 operatori del settore per un totale di 24 impianti attivi in tutta Italia e una potenza complessiva di circa 350 MW.
«Le prospettive di crisi per il settore sono sempre più concrete con l'avvicinarsi del 1 gennaio 2016. Senza un deciso intervento di adeguamento tutto il comparto, e in particolare la filiera di approvvigionamento della biomassa, collasserà. La speranza è che questo convegno possa sensibilizzare e far emergere le soluzioni, in linea con le nuove disposizioni europee, che consentano agli operatori di continuare a operare», ha dichiarato aprendo i lavori Simone Tonon, portavoce del comitato Ebs.

L'importanza per la filiera agricola e la tutela ambientale

Durante il primo tavolo, dal titolo «Il ruolo delle biomasse nel comparto agricolo, ambientale ed energetico», Corrado Clini, Vicenzo Pepe (FareAmbiente), Giovanni Riva (Università Politecnica delle Marche), Donato Rotundo (Confagricoltura) e Andrea Zaghi (Assorinnovabili), hanno fatto il punto sull'importanza del ruolo ricoperto dalle biomasse sia per la filiera agricola italiana sia per la tutela ambientale. Nel secondo panel, «Il futuro delle biomasse in Italia: scenari e prospettive», esponenti del mondo politico e istituzionale, tra cui Ignazio Abrignani, Mauro Libè, Paolo Tancredi e Simone Valiante, hanno delineato il futuro di questo settore seriamente messo a rischio dal cambio del regime tariffario, previsto dal nuovo decreto ministeriale su cui si attendono i pareri della Conferenza Unificata.

Castiglione: Questione non liquidabile con un tweet

Il convegno è stato chiuso dall'intervento di Giuseppe Castiglione, sottosegretario di Stato alle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali: «Questa questione - ha detto - non è liquidabile con un tweet. E' necessaria una politica forte a tutela di una filiera che genera economia reale. Dobbiamo dare al decreto una dimensione più larga e fare scelte oculate. In un momento in cui tutte le Regioni stanno avviando la nuova programmazione, avremmo dovuto fare scelte politiche piuttosto che burocratiche. Oggi c'è un problema reale di politica e di scelte, ed è necessaria una sollecitazione trasversale anche a livello parlamentare. Bisogna trovare le risorse che servono per ricomporre e dare una risposta a un settore che potrebbe andare in seria difficoltà. Mi metto a disposizione e il mio impegno oggi è quello di continuare a lavorare a questo tavolo», ha promesso il sottosegretario.

(con fonte Askanews)