23 gennaio 2020
Aggiornato 03:30
dopo il balzo di ieri

Tokyo chiude in netto calo, sulle borse asiatiche scattano i realizzi

In Usa il focus resta sulla riunione della settimana prossima della Federal Reserve: sembra che tra i suoi governatori non ci sia una visione comune su cosa fare in materia di tassi

ROMA - Dopo l'euforia di ieri, sulle borse asiatiche giornata all'insegna delle prese di beneficio. Gli investitori monetizzano i rialzi delle ultime sedute, in particolare a Tokyo dove ieri il Nikkei ha realizzato un balzo record di quasi l'8%.

Dopo il record di ieri In calo il Nikkei
A pochi minuti dal termine degli scambi Tokyo in deciso calo con il Nikkei che accusa una flessione del 2,70% proprio per i realizzi che riguardano soprattutto il comparto finanziario. A Hong Kong l'indice Hang Seng viaggia con un ribasso superiore al 2%. Limita il trend ribassista Shanghai con un calo dello 0,60%. Sulla stessa linea la Borsa indonesiana con un lieve ribasso dello 0,40%. Praticamente invariata la Borsa di Singapore mentre l'indice Kospi cella Borsa di Seoul mostra un progresso dello 0,80%.

Interrogativi per gli investimenti sul petrolio e sul rame
Sul fronte del greggio, i trader hanno ignorato il taglio delle stime della produzione americana elaborate dall'Energy Information Administration. Il punto è che la produzione Usa deve calare ulteriormente per controbilanciare quella dell'Opec, di cui invece il governo americano ha alzato le attese. Sul fronte del rame, se ieri avevano brindato all'annuncio di Glencore della sospensione di due delle sue più grandi miniere di rame in Africa, oggi gli investitori hanno puntato sul metallo industriale scommettendo in nuovi stimoli a Pechino (da cui arriva il 40% della domanda globale di rame).

Tutti aspettano l'annuncio della Fed
Il nervosismo comunque si fa sentire. Lo dimostra la ripresa dei Treasury, riscoperti come bene rifugio non appena l'azionario a Wall Street è stato colpito dalle vendite alimentate dall'andamento del settore energetico (-1,87%). In Usa il focus resta sulla riunione della settimana prossima della Federal Reserve: sembra che tra i suoi governatori non ci sia una visione comune su cosa fare in materia di tassi: alzarli per la prima volta dal 2006 o lasciarli sui minimi storici a cui si trovano dal dicembre 2008 (allo 0-0,25%)? Da oggi i membri del braccio di politica monetaria della banca centrale americana non possono più rilasciare dichiarazioni pubbliche entrando nel periodo cosiddetto di "blackout». La prima a tornare a parlare sarà il governatore Janet Yellen alle 20.30 italiane del 17 settembre. La sua conferenza stampa seguirà di mezz'ora l'annuncio della Fed atteso da tutto il mondo. Solo allora si saprà se la banca centrale Usa avrà dato retta al Fondo monetario internazionale e alla Banca Mondiale, che chiedono di posticipare una stretta per evitare nuove tensioni dopo quelle osservate ad agosto nei mercati mondiali. (Fonte askanews)