20 settembre 2019
Aggiornato 07:30
Il ministro al workshop Ambrosetti

Padoan: «Dopo la casa, taglieremo le tasse anche alle imprese»

Il ministro dell'Economia, a Cernobbio, ha sottolineato che l'Italia rispetta il vincolo del 3% e che realizzerà la spending review all'interno dei margini decisi e con la massima efficienza possibile

CERNOBBIO (askanews) - Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, è intervenuto al workshop Ambrosetti e ha sottolineato - in risposta alle critiche giunte dall'Ue in merito alla scelta dell'Esecutivo di tagliare le tasse sulla casa invece di quelle sul lavoro - che il dialogo con Bruxelles è franco e costruttivo e che l'Italia non teme giudizi perché rispetta disciplinatamente il vincolo del 3%.

Taglieremo anche le tasse delle imprese
«Non posso dire di più ma non si può dire che nella prossima legge di stabilità taglieremo solo le tasse sulla casa, stiamo pensando di estendere ulteriori abbattimenti di tassazione a favore della competitività delle imprese", ha annunciato il ministro dell'Ecomomia, Pier Carlo Padoan, nel corso del suo intervento al workshop Ambrosetti. «Sulle tasse c'è una strategia di riduzione che comincia nel 2014 e finisce nel 2018: all'interno di questa strategia diverse tipologie di tassazione saranno aggredite, nel senso della loro riduzione - ha spiegato Padoan - Sarebbe strano se in questa strategia non ci fosse anche l'eliminazione della tassa sulla prima casa che, non dimentichiamolo, riguarda circa l'80% dei cittadini italiani».

Tagliare le tasse sulla casa è meglio di abbattere quelle sul lavoro
«Certo, a parità di altre condizioni, abbattere le tasse sul lavoro è più efficace in termini di Pil e magari di occupazione che abbattere la tassa sulla casa, siamo tutti d'accordo - ha proseguito Padoan - ma le condizioni italiane sono diverse, c'è l'80% dei proprietari di casa in un contesto in cui la fiducia si sta accumulando e le famiglie stanno riprendendo un ruolo centrale nella spesa e stanno accendendo mutui. Questo, secondo me ha lo stesso equivalente della riduzione delle tasse su contratti a tempo indeterminato, in quanto si accompagna a un flusso più generale di riforme».

Uitlizzeremo al meglio la clausola di flessibilità
Nella legge di stabilità l'Italia utilizzerà «al meglio» la clausola di flessibilità, «all'interno dei margini decisi da tutti e con la massima efficienza possibile», ha sottolineato ancora il ministro dell'Economia, intervistato da Rainews24, a margine del workshop Ambrosetti. «Con il commissario Moscovici e il vicepresidente Dombrovskis e con tutta la Commissione abbiamo un dialogo aperto, molto franco e costruttivo - ha detto Padoan - E' normale che all'inizio del periodo in cui si definirà la legge di stabilità si abbia un dialogo». Con Moscovici, incontrato ieri in occasione del G20 ad Ankara, «si è parlato anche della clausola di flessibilità - ha proseguito il ministro - anzi lo stesso Commissario mi ha chiesto in che modo intendiamo utilizzarla. La utilizzeremo al meglio, all'interno dei margini decisi da tutti e con la massima efficienza possibile».

Siamo sotto il 3%, siamo i più bravi
«Noi siamo sotto il 3% e non sono molti i paesi così e non è una frase propagandistica: siamo tra i più buoni e i più bravi», ha sottolineato ancora il ministro dell'Economia nel corso del suo intervento al Workshop Ambrosetti. «Il risanamento della finanza pubblica prosegue: noi siamo sotto il 3% e l'indebitamento continuerà a scendere». Per Pier Carlo Padoan, il processo di spending review «va fatto gradualmente, altrimenti non è permanente». Ed ha aggiunto: «Come si copre tutto questo? Con una combinazione di strumenti e inizialmente con spending review, tenendo conto dei margini che ci sono sulla flessibilità, della maggiore crescita e dei minori oneri per interessi. L'orizzonte via via deve privilegiare la spending, con coperture permanenti e non temporanee. Datemi un po' di tempo. Nella misura che dipende da me il processo va fatto gradualmente, altrimenti non è permanente. Sono convinto che queste cose continueranno e su rafforzeranno, tra 12 mesi qualcuno ne avrà beneficio».