4 giugno 2020
Aggiornato 17:30
Gli ultimi 4 decreti al vaglio del Cdm

Poletti: «Il Jobs Act sta funzionando, ma in futuro avremo bisogno degli immigrati»

I provvedimenti sulle nuove politiche attive prevedono la creazione dell'Agenzia nazionale (Anpal) che dovrà coordinare tali politiche nei territori, oltre all'introduzione del contratto di ricollocazione per disoccupati alla ricerca di un lavoro

ROMA (askanews) - Il ministro del lavoro, Giuliano Poletti porterà domani in Consiglio dei ministri gli ultimi quattro decreti attuativi contemplati nel Jobs act. Al vaglio del consiglio quindi, ci saranno i quattro provvedimenti che riguardano le nuove politiche attive sul lavoro, il riordino degli ammortizzatori sociali, la semplificazione dei rapporti di lavoro e la creazione dell'Agenzia unica per le ispezioni.

Cosa cambierà con gli ultimi 4 decreti del Job Act
I provvedimenti sulle nuove politiche attive prevedono la creazione dell'Agenzia nazionale (Anpal) che dovrà coordinare tali politiche nei territori, oltre all'introduzione del contratto di ricollocazione per disoccupati alla ricerca di un lavoro. Il riordino degli ammortizzatori riguarda la durata della cassa integrazione e le coperture insieme ai contratti di solidarietà, mentre con la semplificazione dei rapporti di lavoro si dovrà affrontare il tema scottante dei controlli a distanza del personale. L'Agenzia unica per le ispezioni, infine, prevede l'unificazione dei controlli di Inps, Inail e ministero del lavoro e interviene su fenomeni come il caporalato.

Poletti: Nessun buco nei conti pubblici
Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, è stato intervistato a Sky Economia e ha rilasciato alcune dichiarazioni sui cambiamenti imminenti. Innanzitutto ha assicurato che non si sta aprendo nessun buco nei conti pubblici derivante dal massiccio ricorso agli incentivi per le assunzioni a tempo indeterminato definiti dal Jobs Act. «Direi di no - ha detto - abbiamo fatto una valutazione in legge di stabilità. In questo momento non si può dire che le cose andranno in questa direzione. Sicuramente il provvedimento sta funzionando - ha aggiunto Poletti - e ha portato un gran numero di contratti stabili e questo va letto come un dato positivo».

Siamo vicini a un accordo sulla tutela della privacy dei lavoratori
A proposito dell'ordine del giorno di domani ha sottolineato che «qualche ritocco» sui controlli a distanza dei lavoratori, norma inserita in uno dei decreti attuativi del Jobs act che domani avrà il via libera definitivo del consiglio dei ministri, «è probabile che ci sia», ma «discuteremo insieme perché è una scelta collegiale». Il ministro del Lavoro ha poi aggiunto che «troveremo e siamo vicini a una soluzione finale» in grado di garantire un «equilibro» tra chiarezza della norma e rispetto della privacy. Poletti ha ricordato che «parliamo di una riforma strutturale a larghissimo raggio e sarò bene che abbiamo presente questa caratteristica». Nella riunione del consiglio dei ministri di domani «dovremo concludere. E' un tema sensibile, bisogna rispondere a due vincoli: avere una norma chiara e rispettare le norme della privacy».

In futuro l'Italia avrà bisogno di questi migranti
In merito all'errore compiuto poi dal Ministero dell'Economia ha precisato: "E' vero che io ero furibondo. Un errore così non si può fare, ma quando c'è un errore con onestà va ammesso e rettificato». Poi ha aggiunto «sono però sicuro che non si ripeterà», perché è stata «attivata una procedura interna di verifica».Il ministro ha poi concluso l'intervista affrontando un tema caldo, quello dell'emergenza immigrazione: «Avremo bisogno degli immigrati, sappiamo che una quota servirà in futuro. Abbiamo l'età della popolazione che si alza, pertanto avremo anche bisogno di giovani che contribuiscano al welfare", ha detto Giuliano Poletti a Skytg24 Economia.

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