28 settembre 2022
Aggiornato 11:30
Meeting di Rimini

Padoan: «Va facilitata la vita alle imprese. Sono il motore del paese»

Il ministro dell'Economia sottolinea che gli investimenti privati sono alla base della crescita economica: «Ma non basta se non viene accompagnata da un'azione positiva dei governi»

RIMINI (askanews) - La «recessione avanzata» in Italia «ha lasciato delle ferite profonde che devono essere ancora rimarginate». Lo ha detto il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, dal Meeting di Cl, ricordando che «sono vent'anni che non si sono affrontati gli ostacoli strutturali alla crescita».

Padoan: Stiamo vivendo un periodo di recessione avanzata
Nel suo intervento Padoan si è soffermato ad analizzare la situazione economica dall'inizio della crisi economica. «Il dibattito sullo 'zero virgola' non ci lascia soddisfatti - ha precisato il ministro -. E' più importante chiederci da dove veniamo. Negli ultimi cinque anni l'Italia ha perso un decimo del suo Pil, purtroppo ha perso anche un po' della sua ricchezza profonda, le imprese e i lavoratori che sono la vera ricchezza del Paese. La recessione ha quindi lasciato delle ferite che devono essere ancora rimarginate». Stiamo vivendo quindi in un «periodo di recessione avanzata».

Dobbiamo facilitare la vita alle imprese
«Gli investimenti privati sono il motore della crescita» sia privata sia del Paese, ha sottolineato il ministro dell'Economia, nel suo intervento al Meeting di Rimini. «Perchè un imprenditore vuole decidere di rischiare risorse proprie per accrescere la capacità di espansione della sua azienda e di lavoro del Paese, perchè decide di rischiare?», ha chiesto il ministro. «Perchè decide che l'ambiente in cui impegna ricchezza e tempo è favorevole». Di qui, secondo Padoan, la necessità è quella di «rendere facile la vita a chi rischia le proprie risorse». Per il ministro bisogna quindi rendere le condizioni ambientali «le migliori possibili»,  e a proposito del Quantitative easing ha aggiunto che «la politica monetaria da sola non basta e rischia di diventare inefficiente se non viene accompagnata da un'azione positiva dei governi. Quello che sta facendo l'Italia, con un'azione che come velocità viene riconosciuta essere la prima in Europa, produce risultati positivi».