5 agosto 2021
Aggiornato 07:00
Aveva predetto la crisi cinese

Rogoff: «Non ci sarà la catastrofe, almeno per ora»

Per il Professore di economia di Harvard il motivo è il debito del paese che ha raggiunto il 282% del Pil passando da 7.000 miliardi del 2007 a 28.000 miliardi del 2014. Una condizione alla quale si aggiunge una economia che procede molto lentamente e che potrebbe contagiare tutto il mondo.

NEW YORK (askanews) - Kenneth Rogoff, professore di economia ad Harvard, da tempo aveva avvertito della possibilità di una crisi in Cina. L'economista - scrive il New York Times - aveva preannunciato la crisi del debito in Europa e aveva anche sottolineato come la prossima grande minaccia alla crescita globale sarebbe arrivata dal paese asiatico. «In economia gli avvenimenti necessitano di più tempo di quanto si possa credere e poi avvengono a un passo più veloce di quanto si pensi», ha detto ieri da Cambridge, Massachusetts, citando una delle sue frasi preferite dell'economista tedesco, Rudi Dornbusch.

Secondo Rogoff ogni crisi è scaturita sempre dallo stesso motivo: il debito. E per capire quanto sta succedendo sui mercati internazionali basta guardare un unico dato: il debito della Cina che ha raggiunto il 282% del Pil passando da 7.000 miliardi del 2007 a 28.000 miliardi del 2014. Una condizione alla quale si aggiunge una economia che procede molto lentamente e che potrebbe contagiare tutto il mondo.

La domanda adesso è capire quanto l'economia cinese sia interconnessa al resto del mondo. Che è poi la domanda a cui gli investitori stanno cercando di dare una risposta, mentre il governo cinese ha svalutato la yuan cercando - senza successo - di stabilizzare la borsa.

Ma Rogoff si spinge oltre. Ci sono infatti importanti ragioni politiche legate al tentativo del governo cinese di convincere il mondo e i suoi cittadini di essere in grado di gestire la crisi del mercato finanziario e il rallentamento dell'economia. «Il collasso del mercato finanziario porta a un collasso sociale, che porta a un collasso politico. Questa è la vera paura», ha detto Rogoff.

Inoltre l'economista sostiene che un altro fattore è stata l'esplosione avvenuta il 12 agosto nel porto di Tianjin, in cui sono morte 100 persone. L'avvenimento ha messo in dubbio la credibilità del governo visto che sull'incidente ci sono ancora moltissime domande senza risposta. Quindi la Cina è davanti a una crisi che si espanderà in tutto il mondo? Secondo Rogoff no. Pechino ha ancora miliardi di dollari nelle sue riserve e potrà usare questo denaro come strumento per prevenire una tragedia, almeno per ora.