15 novembre 2019
Aggiornato 22:00
Energie rinnovabili

La transizione verso un futuro 100% rinnovabile è possibile: 11 isole ci mostrano come

Sono undici le isole sparse su tutto il globo che possono vantare il primato di auto-prodursi tutto o quasi il proprio fabbisogno energetico facendo ricorso a energia pulita. Le ha censite Legambiente in un suo dossier, dove dell'Italia non c'è traccia

ROMA – Sono undici le isole sparse su tutto il globo che possono vantare il primato di auto-prodursi tutto o quasi il proprio fabbisogno energetico facendo ricorso alle rinnovabili. Le ha censite Legambiente nel dossier «11 isole in transizione verso 100% rinnovabili», dove dell'Italia non c'è traccia.

SPAGNOLA LA PRIMA ISOLA 100% RINNOVABILE - «Dai Mari del Nord all’Oceano Pacifico, oggi molte grandi e piccole isole sono diventate un cantiere di innovazione energetica dimostrando come sia possibile puntare sulle rinnovabili per rispondere a tutti i fabbisogni energetici», ha spiegato l'associazione. La classifica stilata dal Cigno verde vede in prima posizione El Hierro in Spagna, la prima isola al mondo ad essersi affrancata dalle fonti fossili nel giugno dello scorso anno grazie ad impianti eolici ed idroelettrici; inoltre i suoi 10mila abitanti nel prossimo futuro avranno a disposizione un servizio di trasporto elettrico per spostarsi su tutta l'isola.

LE ALTRE 10 ISOLE - Le restanti 10 isole non sono state a guardare: «Ad esempio a Samso, in Danimarca, il sistema di impianti da fonte rinnovabile ha reso l’isola energeticamente indipendente, mentre l’isola di Pellworm, in Germania, produce tre volte la richiesta elettrica dei suoi 1.200 abitanti grazie ad un sistema energetico costituito da otto pale eoliche, ad una centrale solare e ad impianti di cogenerazione», ha scritto Legambiente. Poi c'è Bornholm in Danimarca che ottiene la metà della sua elettricità da centrali eoliche e a biomasse e dove si sta portando avanti un programma per la razionalizzazione dei consumi idrici. Non è tutto: il trasporto pubblico oltre a essere a 0 emissioni è anche gratuito. A Tokelau, in Nuova Zelanda invece è stato installato un sistema fotovoltaico stand-alone, che le ha dato il primato di prima località al mondo a soddisfare il proprio fabbisogno energetico interamente dal sole. Le altre isole inserite nel dossier sono: Eigg (Scozia), Bonaire (municipalità speciale dell’Olanda nei Caraibi), Aruba (Stato associato all’Olanda), Muck (Scozia), White (Inghilterra) e Gigha (Scozia).

IL PARADOSSO ITALIANO - Come anticipato, «all’appello mancano, invece, le isole minori italiane, che sono oggi in qualche modo il simbolo dei problemi energetici del Paese. Isole dalle grandi potenzialità ma che sono ancora indietro in questa partita». Per questo Legambiente ha deciso di confrontare le 11 isole del dossier con tre isole italiane: Favignana, Giglio, Lampedusa, dove la produzione di energia è invece garantita da centrali a gasolio. Queste tre isole italiane sono al centro del progetto Isole Smart energy di Legambiente, «pensato per immaginare e realizzare in queste realtà un nuovo modello energetico 100% rinnovabile, attraverso impianti da fonti rinnovabili e efficienti, integrati con smart grid e sistemi di accumulo in modo da ridurre consumi, emissioni e sprechi, avvicinando la domanda di energia e la sua produzione più efficiente». Per Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente «dobbiamo uscire da un paradosso. Oggi nelle isole minori italiane l’energia è costosa e sussidiata con 70milioni di euro prelevati in bolletta, e prodotta da vecchi impianti da fonti fossili. E malgrado le potenzialità delle rinnovabili siano enormi, la transizione che si sta rivelando un successo in tutto il mondo da noi è bloccata».