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Il decreto rinnovabili bocciato dai produttori di energia pulita

Il governo sta per varare il decreto per regolare gli incentivi al settore escluso il fotovoltaico, ma la bozza che sta circolando in questi giorni non è piaciuta agli addetti. Per la Fiper si punta solo sul mercato elettrico. Per l'Anev si penalizza lo sviluppo del settore. Per Legambiente è un green act al contrario. Per il Coordinamento Free il testo è contraddittorio imbarazzante e senza senso

Fotovoltaico: primato mondiale per l'Italia

Tutti i comuni dello Stivale ospitano impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, il Belpaese in soli 10 anni ha più che raddoppiato il suo consumo di energia pulita, dal 15,4% al 38,2 odierno (il 16% dei consumi energetici finali, nel 2005 eravamo al 5,3%). Questi i dati più significativi emersi dal rapporto «Comuni Rinnovabili 2015» di Legambiente

Mini-petrolio: «concorrenza sleale» verso le energie rinnovabili?

Con il barile così basso, c'è ancora qualcuno disposto a investire a caro prezzo nelle energie rinnovabili? Secondo il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini, non c'è ragione di preoccuparsi: le fonti rinnovabili continuano a convenire sotto molti aspetti rispetto al petrolio, e gli investimenti non diminuiranno, almeno in Europa. Più a rischio, però, i Paesi produttori di oro nero

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