24 maggio 2019
Aggiornato 08:30
Guidi ha promesso che verrà varato a giorni

Il decreto rinnovabili bocciato dai produttori di energia pulita

Il governo sta per varare il decreto per regolare gli incentivi al settore escluso il fotovoltaico, ma la bozza che sta circolando in questi giorni non è piaciuta agli addetti. Per la Fiper si punta solo sul mercato elettrico. Per l'Anev si penalizza lo sviluppo del settore. Per Legambiente è un green act al contrario. Per il Coordinamento Free il testo è contraddittorio imbarazzante e senza senso

Brusca frenata nel 2014: colpa di burocrazia e barriere

Fotovoltaico: primato mondiale per l'Italia

Tutti i comuni dello Stivale ospitano impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, il Belpaese in soli 10 anni ha più che raddoppiato il suo consumo di energia pulita, dal 15,4% al 38,2 odierno (il 16% dei consumi energetici finali, nel 2005 eravamo al 5,3%). Questi i dati più significativi emersi dal rapporto «Comuni Rinnovabili 2015» di Legambiente

Con il calo del prezzo, diminuiranno gli investimenti in rinnovabili?

Mini-petrolio: «concorrenza sleale» verso le energie rinnovabili?

Con il barile così basso, c'è ancora qualcuno disposto a investire a caro prezzo nelle energie rinnovabili? Secondo il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini, non c'è ragione di preoccuparsi: le fonti rinnovabili continuano a convenire sotto molti aspetti rispetto al petrolio, e gli investimenti non diminuiranno, almeno in Europa. Più a rischio, però, i Paesi produttori di oro nero