22 ottobre 2021
Aggiornato 23:30
Giornata ad alta tensione sui mercati finanziari

Il No della Grecia schiaccia i mercati

La vittoria del no al referendum ha innescato un'ondata di vendite sulle borse che hanno penalizzato soprattutto i cosiddetti paesi periferici dell'euro. Milano maglia nera con un tonfo del 4%, Lisbona in calo del 3,75% e Madrid che lascia sul terreno il 2,25%.

MILANO (askanews) - Giornata ad alta tensione sui mercati finanziari. La vittoria del no al referendum ha innescato un'ondata di vendite sulle borse che hanno penalizzato soprattutto i cosiddetti paesi periferici dell'euro. Milano maglia nera con un tonfo del 4%, Lisbona in calo del 3,75% e Madrid che lascia sul terreno il 2,25%. Perdite più contenute sugli altri principali listini del vecchio continente, parigi -2% e Francoforte in calo dell'1,52%. Sulla base dell'indice Eurostoxx 600 il valore delle borse europee è sceso di quasi 130 miliardi di euro. Lunedì della scorsa settimana il bilancio era stato ben peggiore.
La tensione ha investito anche il mercato dei titoli di Stato con acquisti sul Bund tedesco mentre vendite su Btp e Bonos spanoli con lo spread in area 160 punti e un rendimento del decennale italiano che sfiora il 2,40%.

La Grecia invece presenta tassi di interesse da paese fuori dall'euro.
Il rendimento del titolo biennale greco è schizzato al 50%, la scadenza a 5 anni ha superato il 31% e il decennale ha visto il rendimento salire al oltre il 18% con lo spread balzato a 1.650 punti. Ancora chiusa la borsa di Atene ma a Wall Street l'Etf Greece Global Ftse 20 (che racchiude i principali titoli della borsa di Atene) accusa un crollo di quasi il 9% scendendo sotto i 10 dollari con scambi molto elevati, quasi 3 milioni di contratti in appena tre ore, il doppio della media giornaliera degli ultimi tre mesi.

Massima incertezza sui mercati e tra gli analisti
Ora riflettori puntati sulla Bce che deve decidere se concedere l'accesso alla liquidità di emergenza alle banche greche e soprattutto sul vertice europeo in programma domani, preceduto dalla riunione dell'Eurogruppo. Massima incertezza sui mercati e tra gli analisti su quale sarà l'esito. «A questo punto la questione è soprattutto politica - affermano a Societe Generale - cosa accadrebbe all'intera area euro davanti allo scenario dell'uscita di un paese?» E se Atene esce «chi finanzierà la Grecia e a quali condizioni?».
«Sebbene Tsipras sostenga di essere pronto a trovare un nuovo accordo nelle prossime 48 ore, appare difficile intravedere una soluzione in tempi rapidi» scrivono gli analisti di Cassa Lombarda, un concetto espresso anche dal presidente della banca centrale austriaca, Ewald Nowotny che ha definito «illusoria» l'indicazione del governo greco di definire un nuovo programma in pochi giorni.