8 dicembre 2019
Aggiornato 13:30
L'Italia sotto la lente dell'Ue

Bruxelles stima lievi miglioramenti nel mercato del lavoro

Flebili miglioramenti delle prospettive di lavoro in Italia, nelle previsioni di primavera appena diffuse dalla Commissione europea. Ora sul 2015 si attende un incremento dell'occupazione dello 0,6 per cento, cui seguirà un più 0,8 per cento nel 2016. Valori leggermente più elevati di quelli attesi nelle stime diffuse lo scorso 5 febbraio.

Roma (askanews) - Flebili miglioramenti delle prospettive di lavoro in Italia, nelle previsioni di primavera appena diffuse dalla Commissione europea. Ora sul 2015 si attende un incremento dell'occupazione dello 0,6 per cento, cui seguirà un più 0,8 per cento nel 2016. Valori leggermente più elevati di quelli attesi nelle stime diffuse lo scorso 5 febbraio, ovvero più 0,4 per cento su 2015 e più 0,7 per cento sul 2016.

Resta alto il tasso di disoccupazione, ma migliorano le condizioni del mercato del lavoro
Nel frattempo, secondo l'Ue il tasso di disoccupazione in Italia resterà elevato, superiore alla soglia del 12 per cento, limandosi però quest'anno al 12,4 per cento, dal 12,7 per cento del 2014. Sul 2016 non sono attese ulteriori riduzioni. Nelle previsioni invernali, tre mesi fa, veniva previsto un 12,8 per cento quest'anno, invariato dal 2014, e un 12,6 per cento sul 2016. Nella scheda sulla Penisola Bruxelles spiega che l'occupazione dovrebbe migliorare con il rafforzamento della crescita. La stabilizzazione del tasso di disoccupazione sul 2016 si piega invece con il ritorno sul mercato di persone precedentemente "scoraggiate" (e che quindi vengono contabilizzate tra gli inattivi invece che tra i disoccupati).

Moscovici: In Italia torna la crescita dopo anni di recessione
In Italia torna finalmente la crescita economica quest'anno «dopo molti anni di recessione», ha rilevato il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, nella conferenza stampa sulle previsioni economiche di primavera. La crescita si rafforzerà nel 2016 e anche la disoccupazione dovrebbe beneficiarne, ha aggiunto, restando tuttavia "elevata". «La sfida principale per l'Italia è l'elevato livello di debito pubblico, che toccherà il 133,1 per cento del Pil nel 2015, con una crescita economica che resta debole. Per questo - ha concluso Moscovici - serve una politica di bilancio prudente assieme ad una agenda di riforme ambiziosa».