18 agosto 2019
Aggiornato 13:00
Piano nel cassetto dal 2010, ma ora arrivano 6,2 miliardi pubblici

ENEL rinnoverà tutti i contatori in Italia e cablerà lo Stivale con la fibra ottica

La banda larga permetterà di collegare i nuovi rilevatori «smart», in grado di permettere lo sviluppo dell'internet delle cose, la cosiddetta domotica, nelle abitazioni degli italiani. La rete sarà inoltre a disposizione delle compagnie telefoniche interessate ad ampliare i propri servizi di telecomunicazione.

ROMA – Enel rinnoverà l'intero parco contatori italiano nei prossimi otto anni e cablerà tutto lo Stivale con una rete di fibra ottica per collegare i nuovi rilevatori «smart», in grado di permettere lo sviluppo dell'internet delle cose, la cosiddetta domotica, nelle abitazioni degli italiani. La rete sarà inoltre a disposizione delle compagnie telefoniche interessate ad ampliare i propri servizi di telecomunicazione.

IL GOVERNO METTE 6,2 MILIARDI - Secondo quanto riferito a Reuters da una fonte governativa anonima: «L'azienda elettrica ha in programma la sostituzione dei contatori con i nuovi contatori intelligenti che permetteranno la diffusione dell'internet delle cose. Il piano prevede il cambio in otto anni dell'intero parco contatori. Questi strumenti avranno bisogno di essere collegati in rete per funzionare con efficacia. Per questo Enel sta studiando la possibilità di fare una rete in fibra che non verrà utilizzata per le comunicazioni, ma servirà per questi servizi. Potrà però anche essere messa a disposizione di operatori della telefonia con regole decise dall'Agcom». Sempre secondo l'informatore, «Enel si è fatta due conti e ha capito che con gli incentivi (per la banda larga del governo, 6,2 i miliardi stanziati ndr) e la possibilità, oggi esistente, di portare la fibra senza interrarla, potrebbe dimezzare i tempi di realizzazione da 8 a 4 anni risparmiando anche sui costi», ha detto ancora la fonte. Grazie al decreto Sblocca Italia infatti viene permessa la posa di cavi o tubi aerei su infrastrutture esistenti, norma che permetterà a Enel di posizionare la rete in fibra sulle proprie infrastrutture già esistenti (come cavi e tralicci). Nel caso avesse dovuto scavare, l'operazione di cablatura sarebbe costata circa un terzo in più.

UN PIANO RISALENTE AL 2010 - In realtà i rumors raccolti da Reuters non sono del tutto nuovi. Nei giorni scorsi Enel ha annunciato il suo piano per sviluppare una rete di banda larga, dicendosi disponibile ad avviare partnership con le aziende di telecomunicazione, come già aveva auspicato nel 2010 chiedendo «un chiaro quadro regolatorio che favorisca gli investimenti». L'azienda ha spiegato di poter offrire le proprie infrastrutture, consentendo agli operatori l’accesso alle cabine e ai tralicci. Enel ha sottolineato che puntare sull'impiego «sinergico di infrastrutture elettriche per il dispiegamento di cavi in fibra ottica permette, coerentemente a quanto auspicato dalla Ue, di velocizzare il processo di digitalizzazione e limitare al contempo i costi di investimento (Capex unitari) in reti di comunicazione per lo sviluppo della banda larga». L'azienda ha detto che «L’utilizzo di infrastrutture elettriche per la posa di fibra ottica, in luogo dell’esecuzione di onerose opere di scavo, è una interessante opportunità per lo sviluppo della banda ultralarga, in quanto consente una contrazione dei costi di installazione ed una elevata velocità di dispiegamento della rete TLC, grazie all’estrema capillarità e penetrazione del territorio delle suddette infrastrutture (circa 1.200.000 Km di linee elettriche, 450 mila cabine di distribuzione)». La nuova rete di telecomunicazioni «costituisce il prerequisito per la diffusione di funzionalità innovative per gestire la rete di distribuzione (Smart Grids), quali ad esempio l’automazione evoluta della rete e la migliore integrazione delle Energie Rinnovabili, e per abilitare la fornitura di nuovi servizi di rete quali al Mobilità Energetica, le Smart cities, l’Internet of Things».