17 ottobre 2019
Aggiornato 08:00
Sul piano industriale di Whirlpool

Fiom: «Il governo deve intervenire in difesa dei lavoratori»

La chiusura dei siti produttivi di Caserta, None in Piemonte e Albacina nelle Marche, con un esubero di 1.350 persone: è quanto annunciato dalla Whirlpool presentando il piano industriale ai sindacati al ministero dello Sviluppo economico. Uilm, Fim e Fiom sono sul piede di guerra.

Napoli (askanews) - La chiusura dei siti produttivi di Caserta, None in Piemonte e Albacina nelle Marche, con un esubero di 1.350 persone: è quanto annunciato dalla Whirlpool presentando il piano industriale ai sindacati al ministero dello Sviluppo economico. E' quanto si apprende da fonti sindacali che stanno prendendo parte al vertice al Mise. Riunione alla quale partecipa il ministro Federica Guidi e i segretari nazionali di Uilm, Fim e Fiom. La presentazione è seguita in diretta streaming con le Rsu e i territoriali dei vari stabilimenti sparsi in Italia: a Caserta, Napoli, nelle Marche, in Piemonte, a Siena e Varese. La multinazionale americana, dunque, ha deciso di chiudere uno dei due siti campani e quello di Albacina oltre a confermare la dismissione dello stabilimento di None.

Whirlpool: ci impegnamo a trattare con i lavoratori
Il piano industriale della Whirlpool, a seguito della recente acquisizione di Indesit Company, «sarà discusso nei dettagli con le parti coinvolte».In particolare, l'azienda ha invitato i rappresentanti dei lavoratori e le associazioni sindacali a un incontro di approfondimento il prossimo 20 aprile. Lo ha comunicato la stessa azienda dopo aver presentato il piano industriale italiano al ministero dello Sviluppo economico. La chiusura dello stabilimento di Carinaro (Ce) e del centro ricerca e sviluppo di None (To) «sono parte del piano, insieme al rafforzamento del polo dell'incasso a Cassinetta (Va) e alla creazione del più grande polo in Europa per la produzione di piani cottura grazie all'integrazione degli stabilimenti di Albacina (An) e Melano (An)», ha spiegato l'azienda. Ulteriori esuberi «rispetto a quelli esistenti al momento dell'acquisizione sono stati tenuti al livello più basso possibile. In tal senso, si stimano 250 esuberi aggiuntivi negli stabilimenti e 150 nell'ambito della ricerca e sviluppo».In linea con il modello di relazioni industriali di Whirlpool, l'azienda "si è resa immediatamente disponibile a un dialogo aperto e trasparente con tutte le parti interessate al fine di definire i prossimi passi. Il principio guida del piano «è minimizzare l'impatto sulle persone e sulle comunità coinvolte».Di conseguenza, nel contesto dell'implementazione del piano, Whirlpool «è disponibile a considerare soluzioni che evitino procedure di mobilità unilaterali fino alla fine del 2018 in linea con lo spirito del Piano Italia».

La guerra dei sindacati: la nostra reazione sarà durissima
I sindacati, però, sono sul piede di guerra. Abbandono della riunione dei delegati e immediato sciopero dei lavoratori con blocco delle portinerie: è questa la loro reazione - e quella dei lavoratori dello stabilimento Whirlpool di Caserta - dopo la comunicazione, da parte dell'azienda, di chiudere uno dei due siti produttivi campani. Nei prossimi giorni, secondo quanto si è appreso, saranno decise le nuove iniziative di lotta per contrastare la decisione della multinazionale che produce elettrodomestici. «E' una decisione scellerata e inaffidabile che smentisce - ha dichiarato Giovanni Sgambati, segretario generale Uilm Campania - quanto annunciato a febbraio nel confermare le intese esistenti si chiude l'ultimo storico stabilimento del marchio Indesit e lo si fa - ha proseguito - in un territorio martoriato come quello di Caserta». "La nostra reazione sarà dura per far cambiare idea alla multinazionale americana. Auspichiamo - ha concluso Sgambati - che il governo sia dalla nostra parte».

Fiom: Non accettiamo il piano di Whirlpool. Il governo deve intervenire
«Quello presentato oggi è un piano che, se da un lato contiene scelte industriali importanti per il nostro paese sia in termini di investimenti che di volumi produttivi, con il rientro di produzioni attualmente fatte in Cina, in Turchia e in Polonia, dall'altro contiene la decisione di chiudere lo stabilimento ex Indesit di Carinaro in Campania e, seppur in tempi più lunghi, il trasferimento della ricerca e sviluppo sulle lavastoviglie con la chiusura del centro di None in Piemonte. Decisioni di chiusure che non possiamo condividere». Lo affermano, in una nota congiunta, Michela Spera, segretaria nazionale Fiom e Gianni Venturi, coordinatore nazionale per il gruppo Whirlpool-Indesit, dopo l'incontro al ministero dello sviluppo economico, per l'illustrazione del piano industriale dopo l'acquisizione di Indesit. «A Carinaro - aggiungono i sindacalisti - sono più di 800 i lavoratori e le lavoratrici oggi occupati che si aggiungono alle migliaia di posti di lavoro già spazzati via. La Campania sta pagando un prezzo altissimo in termini di occupazione, siamo ormai alla desertificazione industriale di una delle più importanti regioni del Mezzogiorno. Non siamo più in presenza di singole vertenze ma di fronte a una vera e propria "vertenza Campania» su cui il Governo e la Regione devono dire cosa intendono fare e su cui chiediamo loro di intervenire immediatamente", concludono.