31 marzo 2020
Aggiornato 04:30
Ecco la ricetta della Cgil per il Def

Camusso: «Patrimoniale, tassa di successione e Tfr per rilanciare il paese»

Ecco le tre proposte avanzate dalla Cgil per ritrovare il «verso giusto» a un Def che invece «va nel verso sbagliato»: introdurre un'imposta sulle grandi ricchezze finanziarie, aumentare la tassazione sulle successioni e utilizzare i fondi pensioni dei lavoratori per rilanciare il paese.

ROMA (askanews) - Introdurre un'imposta sulle grandi ricchezze finanziarie per recuperare le risorse utili a realizzare un piano straordinario per l'occupazione giovanile e femminile; aumentare la tassazione sulle successioni; e utilizzare i fondi pensioni dei lavoratori per lo sviluppo del paese. Sono le tre proposte avanzate dalla Cgil per ritrovare il «verso giusto» a un Def (Documento di economia e finanza) che invece «va nel verso sbagliato».

La Cgil chiede la patrimoniale
Le proposte sono state illustrate in una conferenza stampa dal segretario generale, Susanna Camusso. Per quanto riguarda la patrimoniale, la Cgil pensa a una tassa che riguarderebbe «solo il 5% delle famiglie finanziariamente più ricche, con aliquota progressiva per la parte eccedente in 350mila euro».Il gettito potenziale è di 10 miliardi di euro l'anno. La confederazione guidata da Camusso propone poi di aumentare la tassazione sulle successioni «almeno a livello europeo, per sostenere investimenti pubblici e nuova occupazione, nonché evitare ulteriori tagli al welfare e in particolare alla sanità pubblica». Il gettito potenziale di questa misura potrebbe essere di circa 4 miliardi di euro l'anno.

Usiamo i fondi pensione per rilanciare il paese
Sull'utilizzo dei fondi pensione, la Cgil immagina «l'effettivo coinvolgimento delle parti sociali e l'individuazione da parte della Cassa depositi e prestiti di strumenti finanziari specifici affinché i fondi rappresentino anche uno strumento per rilanciare politiche di creazione e di occupazione e di sostegno allo sviluppo infrastrutturale, sociale e produttivo del paese, tutelando meglio il risparmio previdenziale e garantendo la redditività dei patrimoni gestiti in orizzonti temporali di lungo periodo».Camusso ha affermato che con questa terza proposta si potrebbero immettere nell'economia dai 20 ai 30 miliardi.

Nel Def di Renzi niente politiche per il lavoro e l'occupazione
Il leader della Cgil, Susanna Camusso, torna anche a ribadire le critiche al Def (Documento di economia e finanza) approvato dal Consiglio dei ministri venerdì scorso. «Il tema del lavoro e dell'occupazione è il grande assente - ha detto -. Si muove in continuità con i documenti che hanno caratterizzato la lunga stagione della crisi. Non ci sono quelle scelte coraggiose diventate normali nel lessico». Camusso si è riferita in particolare ai temi degli appalti, alla svendita dell'apparato produttivo e alle municipalizzate. Secondo il numero uno della Cgil, il Def viene impostato ancora una volta su «tagli lineari", mentre sul fisco «sembra il gioco dell'oca: non si affrontano i temi della progressività e quello dell'evasione. Continua quel circolo vizioso che abbiamo visto con i governi precedenti».A preoccupare «particolarmente» il segretario generale della Cgil è «l'idea di un tasso di disoccupazione che resta al 12,3%. Si racconta dunque una crescita che non c'è, se non si affronta il tema della disoccupazione».

Il governo si arrende alla disoccupazione
Il Documento di economia e finanza (Def) approvato dal Consiglio dei ministri è «in continuità con le politiche economiche dei governi precedenti» perché «scommette su una ripresa senza nuova occupazione e perpetua le iniquità del sistema fiscale e i tagli alla spesa pubblica a scapito del lavoro e del welfare».E' questo il giudizio della Cgil che ha sottolineato come il premier Matteo Renzi «si arrenda a tassi di disoccupazione giovanile attorno al 40%", anche in considerazione del «rallentamento del turn over dovuto alla riforma Fornero sulle pensioni».Secondo la confederazione di Corso d'Italia «nel Def si legge che la politica del governo porterà 'un deciso recupero dell'occupazione nel prossimo triennio', ma il tasso di disoccupazione previsto nel 2015 resta al 12,3%, il doppio di quello pre-crisi" e non si prevede un recupero dell'occupazione perduta nemmeno al 2019, in cui il tasso di disoccupazione viene programmaticamente previsto al 10,5% e il tasso di occupazione sistematicamente sotto il 60%».

Il Tesoretto è uno specchietto per le allodole
Inoltre, e non da ultimo, il tesoretto di 1,6 miliari di euro individuato dal governo e reso noto in occasione del varo del Def (Documento di economia e finanza) sarebbe solo «uno specchietto per le allodole». Camusso ha sottolineato che proprio il Def definisce questo tesoretto una una tantum, mentre aggiunge che «bisogna recuperare tra i 10 e i 16 miliardi per evitare la clausola di garanzia».Secondo Camusso «il Def produce diseguaglianze, non solo nei tagli lineari alla spesa pubblica, ma nel mancato rinnovo dei contratti pubblici e, in linea generale, in una previsione di riduzione dei salari».

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