23 gennaio 2022
Aggiornato 16:30
Lavoro & Previdenza

Damiano a Poletti: «Non creare nuovi allarmi sulle pensioni»

Il Deputato del Pd e presidente della commissione lavoro di Montecitorio: «Abbiamo proposto al Governo di poter andare in pensione a 62 anni di età con 35 di contributi e l'8% di penalizzazione; l'uscita dal lavoro con 41 anni contributi; la cosiddetta Quota 100.»

ROMA - «Il governo chiarisca al più presto quali sono le sue intenzioni a proposito della correzione della 'riforma' Fornero da inserire nella legge di stabilità». Lo ha scritto in una nota Cesare Damiano, deputato del Pd e presidente della commissione lavoro di Montecitorio.

Opportuno non creare nuovi allarmi
«L'operazione trasparenza portata avanti dall'Inps - ha spiegato Damiano - ha come intenzione di fondo quella di certificare la differenza tra un assegno pensionistico liquidato con il sistema retributivo e uno liquidato con quello contributivo. L'obiettivo sarebbe tagliare addirittura le pensioni in essere a due milioni di cittadini, il cosiddetto ceto medio-basso dei pensionati che percepisce assegni dai duemila euro lordi in su. Un vero salasso a carico dei soliti noti che hanno già subito il blocco sostanziale delle indicizzazioni con conseguente perdita del potere d'acquisto. In un momento come questo già segnato da forti elementi di disagio sociale, sarebbe opportuno non creare nuovi allarmi».

Le proposte del Presidente della Commissione Lavoro
Cesare Damiano ha fatto inoltre sapere: «Tra le nostre proposte, già illustrate al ministro Poletti, segnaliamo: la richiesta di poter andare in pensione a 62 anni di età con 35 di contributi e l'8% di penalizzazione; l'uscita dal lavoro con 41 anni contributi; la cosiddetta Quota 100. Ci aspettiamo, con i prossimi provvedimenti del Governo, di migliorare l'attuale situazione rendendo più flessibile il sistema: non vorremmo scoprire che l'Esecutivo avrebbe invece l'intenzione di chiedere nuovi sacrifici ai pensionati».
«All'Inps suggeriamo di pubblicare anche una tabella relativa ai risparmi sulle pensioni avvenuti e che avverranno con la 'riforma' del 2011 (proiezione 2020-2060) e con il blocco delle indicizzazioni di questi anni e di chiarire in modo definitivo qual è il numero degli 'esodati' non ancora salvaguardati, che finora è rimasto un mistero. Anche questa è trasparenza», conclude il deputato PD.