20 novembre 2019
Aggiornato 15:00
«Troppa attenzione ai temi della sicurezza degli approvvigionamenti»

Renzi: sull'energia l'Ue punti all'Africa

«La posizione dell'Italia dovrà essere molto forte sulla necessità d'insistere a proposito del rafforzamento della sicurezza, e d'inserire in questo ragionamento la rinnovata centralità africana e del rapporto con il Mediterraneo», ha detto il premier al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo. Importiamo dal Continente nero il 7,8% del carbone, il 29% del gas e il 20% del petrolio

ROMA - «Sulla politica energetica fin dal primo appuntamento di presentazione del Consiglio europeo, questo governo sottolineò la necessità per il nostro Paese non soltanto di investire nelle tradizionali dorsali di investimento energetico, ma anche di mettere al centro del nostro impegno e della nostra attività la relazione con l'Africa; dunque, la relazione con nuovi mercati e nuovi hub della produzione di gas e di petrolio, inserendolo in una cornice di scommessa maggiore da parte del nostro livello continentale sulle interconnessioni interne». Queste le parole del premier, Matteo Renzi, al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo.

RENZI, CENTRALITA' AFRICA - Il presidente del Consiglio ha poi sottolineato che l'Unione europea stia ponendo troppa attenzione alla sola questione della dipendenza energetica: «Quello che va presentato, e in qualche modo difeso, nel Consiglio europeo di giovedì e venerdì è, a mio giudizio, uno sguardo unitario sulla politica energetica. C'è infatti il rischio che i cinque punti su cui si basa l'ambizioso programma di Jean-Claude Juncker nella politica energetica, vale a dire il rafforzamento della sicurezza negli approvvigionamenti, il tema del mercato interno, la diplomazia in relazione ai cambiamenti climatici, l'efficienza energetica e la ricerca e l'innovazione tecnologica, non siano affrontati per intero nel loro insieme, ma siano spezzettati, in particolar modo da una parte dei Paesi, mi riferisco, senza troppi giri di parole, soprattutto ai Paesi baltici e orientali, che immaginano di porre l'attenzione quasi esclusivamente sui temi della sicurezza degli approvvigionamenti e di non inserire in un ragionamento più ampio quello di cui abbiamo bisogno». In merito alla sicurezza Renzi ha posto l'accento sull'importanza del Continente nero: «La posizione dell'Italia, dunque dovrà essere molto forte, a mio avviso, sulla necessità d'insistere sui punti che il presidente Tusk per primo ci porrà, a proposito del rafforzamento della sicurezza, e d'inserire in questo ragionamento la rinnovata centralità africana e del rapporto con il Mediterraneo».

QUANTA ENERGIA IMPORTIAMO DALL'AFRICA - Stando agli ultimi dati Eurostat disponibili, nel 2013 l'Italia ha importato il 76,9 per cento del proprio fabbisogno energetico, contro una media Ue del 53,2 per cento. In quell'anno Roma ha comprato all'estero il 96,2 per cento dei combustibili solidi (carbone e affini), il 90,7 per cento del petrolio e l'88,1 per cento del gas. Dei prodotti carboniferi il 7,8 per cento arriva dall'Africa (Sud-Africa, dati ministero Sviluppo economico 2014). La percentuale sale al 19,89 per cento per quanto riguarda il greggio (di cui circa 1/3 di provenienza libica, seguito da Angola, Egitto, Nigeria, Ghana, Algeria, Congo, Tunisia, Gabon, Camerun e Mauritania) al 26,13 per cento per i prodotti petroliferi finiti (40% dall'Algeria seguita da Egitto, Libia, Tunisia, Marocco, Congo, Senegal e Chad) e all'1,24 per cento per i prodotti petroliferi semilavorati (98% dall'Algeria seguita dalla Libia). Infine per quanto riguarda il gas (dati Mise 2013) dal continente africano abbiamo importato il 29,4 per cento del totale (di cui il 20,2% dall'Algeria seguita dalla Libia).