22 febbraio 2020
Aggiornato 21:00
A pesare i costi per nuovi motori e serbatoi

Gnl per muovere le navi: secondo le aziende di trasporto non conviene

La Commissione UE ha presentato i dati preliminari di uno studio, realizzato con il supporto degli operatori del settore, riguardo i pro e contro dell'uso del gas naturale liquido come combustibile marittimo. Da una parte sono stati riconosciuti i benefici ambientali, dall'altra è stato evidenziato il fatto che ad oggi non presenta un modello di business economicamente sostenibile.

BRUXELLES – La Commissione europea ha presentato nei giorni scorsi i dati preliminari di uno studio, realizzato con il supporto delle aziende del settore, riguardo i pro e contro dell'uso del gas naturale liquido come combustibile per il trasporto marittimo. Per le conclusioni bisognerà attendere giugno o luglio prossimi.

UE, UNO STIMOLO AL DIBATTITO - Da una prima lettura dei risultati è emerso che seppure siano evidenti i vantaggi ambientali del Gnl come combustibile, le aziende hanno qualche perplessità riguardo la sua economicità. «Questo studio ci mostra un'ampia panoramica delle opportunità e delle sfide che ancora sussistono per utilizzare il Gnl per la navigazione. I fatti maggiormente degni di nota: quanto emerso ci permette di arricchire la discussione pubblica sul Gnl per la navigazione e fornisce argomentazioni per un dibattito a livello locale», ha detto Sandro Santamato, a capo dell'unità Trasporto e logistica marittima della Commissione europea a margine della settimana europea della navigazione.

BENE PER L'AMBIENTE, MALE PER IL PORTAFOGLI - Lo studio prende in considerazione l'intera strategia europea che punta a ridurre le emissioni del settore della navigazione cercando nuove fonti di energia, prevedendo una crescente diminuzione nell'uso di combustibili fossili. Inoltre la ricerca ha fatto il punto sulle norme comunitarie più recenti, in primo luogo sulla direttiva sui combustibili navali contenti solfiti (2012/33/EU) che annovera il Gnl fra quelle fonti alternative che permettono di rispettare gli standard sempre più stringenti in materia di emissioni. Inoltre viene ricordata la direttiva per lo sviluppo delle infrastrutture legate ai carburanti alternativi (2014/94/EU) che impone agli Stati membri di creare delle stazioni di rifornimento Gnl nei principali porti marittimi (entro il 2025) e interni (entro il 2030). A parere degli esperti non vi sono dubbi sul minor impatto ambientale del Gnl, mentre ne rimangono per quanto riguarda il suo maggior costo. Per molte compagnie del settore, soprattutto quelle impegnate nel trasporto merci, il Gnl non presenta ad oggi un modello di business economicamente sostenibile. A pesare vi sono i costi per riammodernare le flotte con motori e serbatoi adatti al Gnl, che non verrebbero ripagati da risparmi sui consumi di carburante o dai costi operativi. Inoltre è stato sottolineato che ad oggi esistono poche infrastrutture per rifornirsi di tale combustibile.