20 febbraio 2020
Aggiornato 17:30
L'industria navale è in buona salute

Grimaldi (Confitarma): «L'Italia salvata dalla flotta»

L'industria armatoriale, in un contesto di crisi economica, investe e genera occupazione. Lo ha ricordato oggi il presidente di Confitarma, Emanuele Grimaldi, nella sua relazione all'assemblea della confederazione, chiedendo che non vengano modificati i pilastri su cui poggia la competitività della flotta.

ROMA - L'industria armatoriale, in un contesto di crisi economica, investe e genera occupazione. Lo ha ricordato oggi il presidente di Confitarma, Emanuele Grimaldi, nella sua relazione all'assemblea della confederazione, chiedendo che non vengano modificati i pilastri su cui poggia la competitività della flotta.

OGGI A ROMA L'ASSEMBLEA ANNUALE DI CONFITARMA - Si tiene oggi a Roma la sessione pubblica dell'Assemblea annuale della Confederazione Italiana Armatori. Ad aprire i lavori il presidente Emanuele Grimaldi, che ha esposto i piani e i programmi del settore. E' prevista la partecipazione dell'industria armatoriale, delle associazioni e delle imprese del cluster marittimo, personalità del mondo politico, militare, amministrativo, economico, marittimo e sindacale. Dopo l'intervento di Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, Maurizio Lupi, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, concluderà la prima parte della giornata. Il presidente Grimaldi ha voluto inoltre dare spazio anche ad altri protagonisti del settore marittimo-portuale italiano per trattare insieme a loro i temi che in questo momento sono al centro dell'attenzione, con un dibattito a cui partecipano: l'ammiraglio Felicio Angrisano, Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto-Guardia Costiera, l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Pasqualino Monti, presidente Assoporti, e Ugo Salerno, presidente e amministratore delegato Rina.

L'INDUSTRIA MARITTIMA TRAINA L'ECONOMIA ITALIANA - «Anche se il Pil nazionale si riduce di un ulteriore 0,3% nel 2014, con un modesto incremento dello 0,5% presvisto per il 2015 - ha detto Grimaldi - le attività marittime risultano stabili e continuano ad essere importanti per il paese, producendo ogni anno beni e servizi per circa 40 miliardi di euro (il doppio di comparti strategici per il paese come tessile e telecomunicazioni). Nel 2014, la disoccupazione, specie quella giovanile, tocca il massimo storico, mentre l'occupazione del cluster marittimo è in controtendenza e tuttora impiega più di 215 mila persone direttamente e altre 265 mila nell'indotto. Per questo - ha aggiunto Grimaldi - è fondamentale che non vengano in alcun modo modificati i pilastri su cui si poggia la competitività della flotta, competitività che ci consente, anche in presenza di crisi come l'attuale, di continuare a investire, creare occupazione, formare i giovani per le carriere di mare e di terra, fare logistica».