21 febbraio 2020
Aggiornato 06:00
L'Ucraina prevede un crollo del Pil del 5,5% nel 2015

Mosca avverte Kiev: basta sconti sul gas da aprile

Il ministro dell'Energia russo, Alexander Novak, ha denunciato il fatto che da parte ucraina nulla sia stato fatto per ripagare il debito del Paese verso Gazprom stimato in 2,3 miliardi di dollari e ha ricordato che il Paese ha comprato metano a prezzi di favore, ma che questo non potrà più accadere dal mese prossimo se non saranno onorati gli impegni passati

SOFIA - Il ministro dell'Energia russo, Alexander Novak, ha denunciato il fatto che da parte ucraina nulla sia stato fatto per ripagare il debito del Paese verso Gazprom stimato in 2,3 miliardi di dollari. «Non è stato compiuto alcun progresso», ha detto il ministro intervenendo da Sofia. «Come sapete, Gazprom ha inviato una lettera chiedendo di ripagare il debito e deve ancora essere presa in considerazione dal lato ucraino», ha aggiunto Novak durante la sua visita in Ungheria.

AD APRILE FINISCONO GLI SCONTI - Il rappresentate del governo di Mosca ha ricordato che Kiev ha comprato metano dalla Russia a prezzi scontati, ma che questo non potrà più accadere da aprile, se l'Ucraina non onorerà gli impegni passati. La questione della proroga per le tariffe attualmente applicate dal colosso russo del gas al Paese ex sovietico, ha fatto notare il ministro dell'Energia della Federazione russa «è ancora da definire». Novak ha concluso sul punto sottolinenando che «il problema non è stato risolto a oggi». La decisione di non pagare le forniture di gas russo non è nuova per Kiev. La prima crisi fra i due Paesi a riguardo è scoppiata nel 1993, mentre la questione è esplosa nel 2006. Da allora Mosca ha comunque garantito l'approvvigionamento di metano verso il Paese e l'Unione europea, e Kiev ha visto costantemente crescere la sua esposizione nei confronti di Gazprom. Ultimamente l'Ucraina ha messo mano al portafoglio, versando attraverso la sua compagnia di Stato Naftogaz 107 milioni di dollari di pagamento anticipato per le forniture per il mese di febbraio. A dicembre la compagnia russa ha ricevuto dalla controparte ucraina 150 milioni di dollari come anticipo per il metano di gennaio. Il mese scorso Gazprom ha riferito che Naftogaz aveva pagato ulteriori 70 milioni di dollari per le forniture di gennaio.

ECONOMIA UCRAINA IN GINOCCHIO - Oggi poi la capacità di Kiev di ripagare i 2,3 miliardi di dollari di debito accumulati sembra sempre più difficile, visto lo stato di miseria in cui versano le casse ucraine prosciugate dalle «azioni antiterrorismo» nell'est del Paese. Il ministro dello Sviluppo Economico, Aivaras Abromavicius, ha comunicato che il Pil ucraino crollerà del 5,5 per cento nel 2015, a condizione che i combattimenti contro le repubbliche di separatiste di Donetstk e Lugansk «terminino presto». Il ministro ha spiegato: «Quest'anno ci attendiamo un calo del 5,5% del Pil, tenendo in considerazione che l'azione militare nell'Est del Paese terminerà presto». Nell'ultimo trimestre del 2014 l'economia ucraina ha conosciuto un tracollo del 15,2 per cento su base annua. Ma oltre alla recessione, Kiev avrà da rimettere in sesto il Paese: le sue infrastrutture infatti hanno subito gravi danni, così come le vie di comunicazione e trasporto.

SCONTRI NEL DONBASS - Per quanto riguarda le ostilità con i separatisti filo-russi invece, il flebile cessate-il-fuoco siglato recentemente a Minsk sta mostrando segnali di logoramento. Molto tesa la situazione a Debaltsevo, dove le truppe governative sono rimaste completamente circondate da quelle separatiste. I guerriglieri dell'Est hanno annunciato questa mattina che almeno 120 soldati ucraini si sono arresi, dopo essere stati abbandonati dai propri ufficiali, mentre il portavoce militare di Kiev nel Donbas, Andrei Lysenko, ha detto che le truppe stanno tenendo le posizioni. «Abbiamo appena ricevuto le ultime informazioni su Debaltsevo. Attualmente, alla periferia della città ci sono scontri brutali. Anche vicino alla stazione ferroviaria. I nostri militari tengono le posizioni e hanno tutto il diritto di aprire il fuoco in risposta e mantenere le posizioni che hanno tenuto per diversi mesi in una fila», ha detto Lysenko. Il portavoce di Kiev ha aggiunto: «Per quanto ne so, in questi giorni le ostilità sono continuate, pertanto, che non c'è nessun cessate il fuoco e i prerequisiti per la rimozione delle armi pesanti ancora non ci sono». I filo-russi dal canto loro hanno spiegato di essere disponibili a rimuovere i propri pezzi di artiglieria «dove le truppe governative non sparano più».

ONU, 5MILA VITTIME IN 10 MESI - Intanto il portavoce per l'alto Commissario Onu per i rifugiati, Rupert Colville, ha detto che in Ucraina sono morte non meno di 5mila 665 persone negli ultimi 10 mesi come conseguenza del conflitto nel Sud-Est del Paese. Nello stesso periodo vi sono stati almeno 13mila 961 feriti.