22 febbraio 2019
Aggiornato 10:00
Mercato del gas

Gazprom: Il gasdotto turco operativo dal 2016. Rientra in gioco Saipem?

L'azienda russa accelera per il nuovo gasdotto verso la Turchia. E oggi annuncia di voler mettere in funzione il tracciato pensato in sostituzione di South Stream già alla fine del 2016.

MOSCA - Gazprom accelera per il nuovo gasdotto verso la Turchia. E oggi annuncia di voler mettere in funzione il tracciato pensato in sostituzione di South Stream già alla fine del 2016. Un tracciato che per oltre due terzi seguirà il percorso inizialmente previsto per il gasdotto cancellato sulla scia delle tensioni per il conflitto in Ucraina, cosa che per l'italiana Saipem potrebbe significare un recupero del contratto perduto con la cancellazione del precedente piano.

«Ci siamo messi d'accordo per organizzare i lavori in modo da firmare l'accordo intergovernativo nel secondo trimestre dell'anno e consegnare gas alla Turchia a partire da dicembre 2016», ha dichiarato il numero uno del colosso del gas russo, Aleksei Miller, secondo un comunicato diffuso a conclusione di una visita ada Ankara, dove ha incontrato il ministro turco dell'Energia Taner Yildiz.

Il primo ramo del nuovo tracciato - lungo complessivamente 910 chilometri - avrà una capacità di 15,75 miliardi di metri cubi l'anno e l'obiettivo dichiarato da Gazprom è di arrivare a 63 miliardi di metri cubi annui, con quattro linee. I primi 660 chilometri, precisa la nota di Gazprom, seguiranno il percorso previsto per South Stream e gli altri 250 andranno verso la Turchia europea.

Il metano che verrà consegnato tramite il nuovo gasdotto sarà a disposizione dei Paesi dell'Unione europea. Ma - ha messo in chiaro Mosca - «dovranno venire a prenderlo», costruendo altre condotte a loro spese, poichè le forniture tramite Ucraina verranno sospese. Il nuovo progetto, in pratica, punta non solo a rimpiazzare il gasdotto cancellato a sorpresa da Vladimir Putin (proprio durante una visita ad Ankara) ma a fare della Turchia un importante centro di transito per il metano russo.

Lo stop a South Stream, progetto che era nato nel 2006 da un patto Eni-Gazprom per aggirare l'Ucraina, è arrivato proprio sullo sfondo delle tensioni con l'Ue incentrate sulla crisi ucraina. L'interruzione dei primi lavori si è tradotta per l'italiana Saipem, che doveva occuparsi della posa dei tubi, nella perdita di un contratto da 2 miliardi. Un appalto che ora, teoricamente, potrebbe essere recuperato con il nuovo progetto.

Fonte AskaNews