19 maggio 2019
Aggiornato 16:00
Vertenza AST

Landini: «Accordo non a tutti i costi»

Il Segretario della FIOM: «Mercoledì siamo pronti ad articolare la mobilitazione e si può sostanzialmente andare verso un accordo. Ma non si può fare un accordo a tutti costi». Duro il Sottosegretario Delrio: «Le parole di Landini preoccupano il Governo. Pensiamo sia un momento di responsabilità per tutti».

FIRENZE - Sulla Ast di Terni si può fare un accordo, ma «non a tutti i costi». Lo ha detto il segretario della Fiom Maurizio Landini, parlando con i giornalisti a margine di un'assemblea sindacale al Nuovo Pignone di Firenze.
«Oggi pomeriggio - ha detto - andrò a Terni a fare un'assemblea con tutti gli iscritti alla Fiom, per valutare la situazione. Il messaggio che credo si voglia mandare è questo: mercoledì siamo pronti ad articolare la mobilitazione e si può sostanzialmente andare verso un accordo. Ma non si può fare un accordo a tutti costi, deve essere un accordo che al suo interno ha da un lato una scelta precisa di politiche industriali, la Thyssen non vende e si continua a produrre acciaio, dall'altro no ai licenziamenti e sì a tutele che riguardino le condizioni di lavoro delle persone».

DELRIO: LANDINI PREOCCUPANTE - «Le parole di Landini preoccupano il Governo. Pensiamo sia un momento di responsabilità per tutti». Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, commenta le parole del segretario della Fiom, Maurizio Landini, rispetto alla vertenza Ast Terni.
«L'obiettivo del Governo - spiega Delrio - è stato, per settimane, di garantire la difesa del sito industriale, l'apertura dei due forni e il mantenimento delle attività produttive, oltre al trasferimento della linea di Torino. Parliamo di un accordo che potrà permettere di salvaguardare i posti di lavoro e di evitare gli oltre cinquecento licenziamenti previsti. A fronte dell'accordo in campo, che si unisce anche alle scelte del Governo di abbattere l'Irap per le imprese, crediamo che la stragrande maggioranza degli operai di Terni apprezzi il lavoro svolto e capisca che è il tempo di fare ripartire l'azienda su basi nuove, insieme, come in altre vertenze dove i sindacati hanno aiutato a difendere il lavoro».
«Nessuno vuole interferire con le scelte del sindacato e dei lavoratori - afferma Delrio - ma crediamo che, dopo aver raggiunto tutti gli obiettivi di questa trattativa, sarebbe sorprendente continuare ad assumere atteggiamenti che danneggiano il futuro di Terni, dei lavoratori e delle loro famiglie».