7 maggio 2021
Aggiornato 12:30
Bankitalia, in crisi soprattutto le aziende

Le famiglie reggono l'Italia

Le condizioni finanziarie delle famiglie italiane «sono solide», mentre le piccole imprese sono più a rischio. Lo sostiene la Banca d'Italia nel rapporto sulla stabilità finanziaria, secondo cui le piccole aziende, restano più esposte ai rishi della difficoltà di accesso al credito.

ROMA - Le condizioni finanziarie delle famiglie italiane «sono solide», mentre le piccole imprese sono più a rischio. Lo sostiene la Banca d'Italia nel rapporto sulla stabilità finanziaria, secondo cui le piccole aziende, «in media meno patrimonializzate, restano più esposte ai rischi derivanti dalla congiuntura e dalle difficoltà di accesso al credito».

LA SOLIDITÀ DELLE FAMIGLIE - Palazzo Koch evidenzia che «In presenza di una debole dinamica del reddito alla modesta ripresa dei consumi delle famiglie ha corrisposto una flessione del risparmio. La ricchezza finanziaria è aumentata per effetto dell'incremento dei prezzi dei titoli in portafoglio». I bassi tassi d'interesse «contribuiscono a mantenere contenuta la vulnerabilità delle famiglie indebitate» e «la quota dei nuclei familiari finanziariamente fragili crescerebbe in misura limitata anche a fronte di shock macroeconomici severi e di rialzi dei tassi». «Il protrarsi della debolezza dell'economia - avverte Via Nazionale - costituisce il principale fattore di rischio per le imprese. È in atto un graduale riequilibrio della struttura finanziaria: si riduce il debito e aumenta il ricorso al mercato. Tra le aziende più grandi - aggiunge - e tra quelle maggiormente orientate ai mercati esteri sono emersi segnali di miglioramento delle condizioni economiche».

SOFFRONO LE IMPRESE - Nella prima metà del 2014, il flusso dei nuovi crediti deteriorati è sceso al 4,5% dei prestiti in bonis rispetto al picco del 6,6% raggiunto alla fine dello scorso anno, scrive ancora Bankitalia nel Rapporto sulla stabilità finanziaria. Il calo ha riguardato anche «le nuove sofferenze, soprattutto quelle relative ai finanziamenti alle imprese; secondo informazioni preliminari i flussi di nuove sofferenze sarebbero stabili negli ultimi mesi», scrive Palazzo Koch. Il calo delle sofferenze «riprenderebbe nel corso del 2015, sia per i prestiti alle imprese sia per quelli alle famiglie, sulla base dello scenario di graduale ripresa economica», sottolinea il Rapporto. L'incertezza economica condiziona la ripresa della domanda di credito, scrive Bankitalia. Si attenua la contrazione dei prestiti ma quelli «alle società non finanziarie continuerebbero a diminuire anche nel 2015, seppur con intensità decrescente» tanto che potrebbero riprendere a «crescere solo alla fine del 2015», scrive Bankitalia. La contrazione dei mutui alle famiglie «dovrebbe invece interrompersi già nel primo trimestre del prossimo anno» è scritto nel Rapporto.​

STABILITÀ FINANZIARIA A RISCHIO IN ZONA EURO - Nell'area euro «aumentano i rischi per la stabilità finanziaria». Questo l'allarme lanciato dalla Banca d'Italia nel rapporto, secondo cui i maggiori rischi derivano «dalla perdita di vigore della crescita e dai persistenti bassi livelli di inflazione»«Il protrarsi della fase di stagnazione - spiega Via Nazionale - avrebbe ripercussioni negative sul sistema finanziario e sui conti pubblici. Valori eccessivamente ridotti dell'inflazione rendono più difficoltoso il processo di riassorbimento del debito, pubblico e privato, e implicano un inasprimento delle condizioni monetarie, con effetti negativi su consumi e investimenti»«Le prospettive di crescita dell'area euro - aggiunge Palazzo Koch - sono rese più incerte dalla fragilità e dall'eterogeneità della ripresa economica mondiale. I mercati finanziari appaiono esposti a repentini rialzi della volatilità, come accaduto intorno alla metà di ottobre per l'aggravarsi dei timori sulle condizioni politiche e finanziarie in Grecia».