15 novembre 2019
Aggiornato 21:00
La Germania processa il Lussemburgo di Juncker

Schaeuble: «Pugno duro contro gli evasori»

Il Lussemburgo è al centro di una forte polemica che coinvolge anche l'ex premier e ora presidente della nuova Commissione europea Jean-Claude Juncker. Il ministr dell'Economia tedesco Schaeuble parla di «tempesta mediatica» che investe Lussemburgo. Dal canto suo il Lussemburgo rivendica la piena regolarità degli accordi fiscali.

ROMA - La Germania lancia un monito sul caso Lussemburgo: se nell'Unione europea «non acceleriamo» su regole che evitino elusione e evasione fiscale «distruggeremo il consenso pubblico attorno all'integrazione europea», ha avvertito il ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble, intervenendo durante la sessione pubblica dell'Ecofin a Bruxelles.

LA TEMPESTA MEDIATICA SUL LUSSEMBURGO«Perché la gente - ha spiegato - pensa che non sia giusto e sostenibile un sistema in cui alcuni si sottraggono alle tasse, usando o abusando delle regole». E questo lo dimostra la recente «tempesta mediatica», l'ha chiamata Schaeuble, che circonda il Lussemburgo, dopo un reportage che ha riferito di accordi del Gran Ducato su fiscalità di vantaggio con centinaia di imprese. Una vicenda che coinvolge anche il presidente della nuova Commissione europea, Jean-Claude Juncker, che è stato premier lussemburghese fino al 2013. «Sappiamo tutti - ha detto ancora il ministro tedesco - che non basta fare progressi sulla regolamentazione dei mercati, bisogna farli anche sulla tassazione».

LA RISPOSTA DEL LUSSEMBURGO - Ma il Lussemburgo reagisce e rivendica la piena regolarità degli accordi fiscali di vantaggio che ha con centinaia di imprese - al centro di una forte polemica che coinvolge l'ex premier e ora presidente della nuova Commissione europea Jean-Claude Juncker - rifiuta di farsi mettere sul banco degli imputati e avverte, tramite il ministro delle Finanze Pierre Gramegna, che la questione va affrontata a livello internazionale. Ai colleghi di Eurogruppo e Ecofin, in corso a Bruxelles «ho spiegato tutto ovviamente - ha detto giungendo agli incontri mattutini - gli accordi del Lussemburgo sono conformi alla legge lussemburghese e ai trattati internazionali».

LA GIUSTIFICAZIONE «Questi accordi vengono fatti da molti paesi - ha sottolineato Gramegna - se vogliamo far evolvere una situazione in cui le imprese paghino tasse in maniera soddisfacente serve una azione internazionale. Capisco benissimo che il risultato finale che le imprese non paghino tasse da nessuna parte è soddisfacente, ma serve una azione internazionale per cambiare le cose non serve a nulla - ha insistito - puntare il dito contro il Lussemburgo».