16 ottobre 2019
Aggiornato 00:00
Vertice europeo di Napoli

BCE: per Visco troppi errori

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea è in corso da stamattina a Napoli, nella prestigiosa cornice del Museo di Capodimonte. Ma più che la spettacolarità del luogo, circondato dal suo esteso parco, a richiamare l'attenzione è il massiccio apparato di sicurezza con cui è stato blindato l'evento.

NAPOLI - A Napoli una trentina di manifestanti dei «Block BCE» con cappucci, maschere nere, qualcuno con il casco, stanno fronteggiando le centinaia di poliziotti che in assetto antisommossa presidiano l'angolo di via Miano, di fianco il bosco di Capodimonte, dove inizia la zona off limits. Sono stati lanciati in strada diversi lacrimogeni, che gli idranti delle forze dell'ordine hanno cercato di spegnere. Tra i carabinieri e gli agenti di polizia ci sono anche alcuni che indossano le telecamere con le quali eventualmente filmare dal vivo e in tempo reale azioni suscettibili di verifiche. Molti delle forze dell'ordine indossano maschere anti gas.

LA BCE A NAPOLI - Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea è in corso da stamattina a Napoli, nella prestigiosa cornice del Museo di Capodimonte. Ma più che la spettacolarità del luogo, circondato dal suo esteso parco, a richiamare l'attenzione è il massiccio apparato di sicurezza con cui è stato blindato l'evento. Forze dell'ordine in tenuta anti sommossa, camioncini ed elicotteri presidiano tutti gli snodi chiave attorno al parco, con il chiaro obiettivo di tenere alla larga i vari movimenti di contestatori, campani e non solo, autobattezzatisi «Block Bce», che da giorni si preparavano a manifestare.

SUI TASSI NON SONO ATTESE NOVITÀ - Al di là delle contestazioni, il Consiglio cade in una fase in cui gli ultimi dati macroeconomici hanno rimesso pressione sulla politica monetaria, anche se le attese prevalenti non pronosticano nuove misure nell'immediato. L'annuncio delle decisioni sui tassi è previsto alle 13 e 45, e alle 14 e 30 il presidente Mario Draghi terrà la conferenza stampa esplicativa in una sala appositamente allestita nell'Auditorium del Museo. Se sui tassi non sono attese novità, Draghi potrebbe fornire nuovi elementi sulle diverse misure straordinarie con cui la Bce cerca di far risalire l'inflazione da livelli che giudica eccessivamente bassi.

DRAGHI: QUESTE SONO LE 12 FATICHE DI ERCOLE - Nella cena di gala che ha preceduto il direttorio ieri, il presidente della Bce Mario Draghi si è richiamato alla mitologia greca, paragonando le difficoltà attuali alle "fatiche" di Ercole (traendo spunto dal fatto che la cena si teneva nella Sala di Ercole del Palazzo Reale). «Come quando lottava contro l'idra a più teste, anche a noi sembra che quando superiamo una sfida, come la crisi sui debiti pubblici, ne saltano fuori due nuove, come la bassa inflazione e la ripresa a rilento». E proprio questo richiede un intervento simultaneo su più versanti: una politica monetaria morbida della Bce che sia accompagnata da riforme strutturali e politiche di bilancio sane, ma favorevoli alla crescita da parte dei governi.

L'EURO AL MINIMO STORICO - A settembre la Bce ha praticamente azzerato i tassi di interesse di riferimento e effettuato la prima delle nuove aste di rifinanziamento di lungo termine a favore delle banche (Tltro), fondi agevolati stavolta però vincolati al riutilizzo nell'economia reale. Su questo versante il presidente ha avvertito che ormai si è raggiunto il limite minimo. La Bce ha poi deciso di accelerare su un programma di acquisti di titoli, limitato a prestiti cartolarizzati (Abs) e obbligazioni garantite e su questo oggi potrebbero esserci nuovi dettagli. Il tutto mentre la persistente debolezza dell'inflazione tiene l'istituzione sotto pressione. Ad agosto ha segnato un mesto 0,3 per cento su base annua, e anche se prevista questa frenata segna un ulteriore allontanamento dall'obiettivo ufficiale dell'istituzione: caro vita inferiore ma vicino al 2 per cento. Intanto le indagini sull'attività delle imprese hanno confermato un indebolimento a settembre. Il quadro ha rilanciato le ipotesi che la stessa Bce debba fare di più, scenario che si è subito riflesso sul mercato dei cambi con l'euro calato a nuovi minimi da oltre due anni, sotto quota 1,26 sul dollaro. A metà mattina la valuta condivisa risale in parte a 1,2635 dollari. In particolare resta l'ipotesi di un piano più massiccio e generalizzato di acquisti di titoli, anche pubblici, un Quantitative Easing simile a quelli effettuati negli anni scorsi in Usa, Gran Bretagna e Giappone. Ma questa ipotesi incontra più resistenze nel direttorio, in particolare in quella componente capeggiata dalla Bundesbank tedesca.