2 luglio 2022
Aggiornato 18:30
La denuncia di Sel

Torna la morte in fabbrica

Altre quattro vittime sul lavoro, dopo la morte dell'operaio napoletano. La Cgil Nazionale denuncia la mancanza di prevenzione, e alla sua nota si unisce la denuncia di Sel che rimprovera al governo di non far nulla per migliorare la situazione.

ROMA«Un ennesimo, tragico, incidente sul lavoro ha oggi causato quattro nuove vittime, allungando questa drammatica striscia di morte che da settimane registra una preoccupante recrudescenza. Morti che ci dimostrano ancora come il tema della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro continui ad essere un'emergenza sottovalutata e colpevolmente derubricata nel dibattito pubblico». E' quanto si legge in una nota della Cgil Nazionale e nella quale l'organizzazione «si unisce al dolore delle famiglie e dei colleghi dei quattro operai» che hanno perso oggi la vita in un grave incidente sul lavoro avvenuto ad Adria, in provincia di Rovigo.

SERVE PREVENZIONE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO - «Sollecitiamo la Magistratura a fare al più presto luce su quanto accaduto oggi - prosegue la nota - e allo stesso tempo saremo al fianco dei lavoratori e delle famiglie perché sia fatta chiarezza al più presto. Un impegno però che deve investire anche il fronte politico: non bisogna, infatti, abbassare la guardia sulla questione sicurezza. E' necessario fare della prevenzione nei confronti degli incidenti sul lavoro, della questione salute, così come delle malattie professionali, un impegno centrale per il nostro paese e per il sistema produttivo tutto», conclude la Cgil.

LA DENUNCIA DI SEL: «Sabato scorso muore operaio a Napoli nel cantiere Metro, oggi altri 4 lavoratori a Rovigo. Questione sicurezza importante più del #JobsAct», lo ha scritto su Twitter il capogruppo dei deputati di Sinistra Ecologia Libertà, Arturo Scotto. Anche Nichi Vendola si era espresso ieri, in occasione della festa provinciale di Sel "Adelante" che si è tenuta nel comune di Magliano in Toscana, a proposito della Riforma del lavoro.  «Fare campagna elettorale sulla difesa di chi è precario e poi abolire l’articolo 18 è voler imbrogliare i cittadini», ha detto il leader di Sel che poi ha anche aggiunto: «Renzi non rappresenta il cambiamento ma soltanto chiacchiere nuoviste. Le sue non sono riforme, ma sciocchezze. Se vuole cambiare verso deve ripartire dalle persone».