27 febbraio 2024
Aggiornato 22:00
Tragedia vicino a Frosinone

Arpino, strage nella fabbrica dei botti: 6 morti

Si indaga sulle cause. Sacconi: «Attivati i servizi ispettivi». Cisl: «Non abbassare l'attenzione sui luoghi di lavoro». Napolitano: «Colpito dalla dimensione della tragedia». Schifani: «Garantire la sicurezza sul lavoro»

FROSINONE - Un boato devastante seguito da un forte incendio. Tragedia vicino Frosinone, dove è esplosa una fabbrica di fuochi d'artificio. Sei le vittime accertate: il titolare della ditta, due figli e tre operai.
Lo scoppio è avvenuto nel primo pomeriggio. A saltare in aria sono stati i locali della Pirotecnica Arpinate, azienda a conduzione famigliare («dal lontano 1812 l'Arte Pirotecnica è stata il nostro scopo principale», si legge sul sito) in contrada S. Altissimo, tra Sora e Arpino. Sul posto da Frosinone sono intervenute subito quattro squadre dei vigili del fuoco e due da Roma, con un elicottero, i sanitari del 118 con un altro elicottero e quattro ambulanze, polizia, carabinieri e protezione civile.
Ai soccorritori la situazione è apparsa subito molto grave e nel corso del pomeriggio, uno a uno, sono stati recuperati i sei corpi, alcuni dilaniati e difficilmente riconoscibili. Le vittime sono Claudio Cancelli (70 anni), i due figli Giuseppe (43) e Giovanni (46) e gli operai Giulio Campoli e Enrico Battista, forse esterni alla ditta. Il sesto corpo non è stato ancora identificato. Non risultano dispersi, ma le ricerche continuano per escludere che siano state coinvolte altre persone.
I vigili del fuoco hanno lavorato tutto il giorno per spegnere il rogo che ha distrutto i locali dell'impresa. Le fiamme hanno interessato anche delle sterpaglie e un boschetto limitrofo, senza però arrivare alle case vicine che sono rimaste in sicurezza. Sarà l'autorità giudiziaria a chiarire le dinamiche dell'esplosione, ancora tutte da valutare.

Sacconi: «Attivati i servizi ispettivi» - Diversi i messaggi di cordoglio e solidarietà giunti dal mondo politico. Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha annunciato che «i servizi ispettivi del ministero sono stati già attivati affinchè collaborino con i vigili del fuoco, con il Servizio sanitario regionale e con gli inquirenti al fine di una tempestiva individuazione delle cause e delle eventuali responsabilità. Il Governo partecipa all'intenso dolore dei familiari e dei colleghi dei lavoratori deceduti e feriti nel terribile infortunio», ha concluso.

Cisl: «Non abbassare l'attenzione sui luoghi di lavoro» - «Nell'unirci con unanime cordoglio e vicinanza al dolore dei familiari delle vittime del gravissimo e tragico incidente della fabbrica di fuochi d'artificio ad Arpino, la Cisl confederale richiama la necessità di non abbassare mai l'attenzione sulla sicurezza e salute nei posti di lavoro, soprattutto nelle piccole aziende e nello specifico in quelle con lavorazioni e materiali rischiosi». Lo dichiara in una nota Fulvio Giacomassi, segretario confederale della Cisl.
«E' importante che accanto al lavoro di indagine della magistratura e di ispezione dei servizi ministeriali - conclude Giacomassi - sull'accaduto si attivi un approfondimento anche degli organismi delle parti sociali per comprendere quale era il livello di procedura organizzativa applicato nelle lavorazioni in base alla documentazione dei rischi, il livello di formazione e preparazione degli addetti, la qualità dei materiali, per fare in modo che si prevengano con azioni concrete tali tragedie».

Napolitano: «Colpito dalla dimensione della tragedia» - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, colpito dalla dimensione della tragedia sul lavoro verificatasi oggi nel comune di Arpino in cui hanno perso la vita sei persone, dal datore di lavoro agli operai, ha chiesto al Prefetto di Frosinone, Paolino Maddaloni, di rappresentare i suoi sentimenti di partecipe solidarietà alle famiglie delle vittime e alla comunità di Arpino.

Schifani: «Garantire la sicurezza sul lavoro» - Il presidente del Senato, Renato Schifani, ha inviato un messaggio di cordoglio al Prefetto di Frosinone, Paolino Maddaloni, dopo l'esplosione avvenuta nel pomeriggio in una fabbrica di fuochi d'artificio.
«Ho appreso con profondo dolore - ha dichiarato - la notizia delle vite spezzate nel tragico incidente sul lavoro avvenuto oggi ad Arpino, nel frusinate. Le ragioni della tragedia sono ancora da verificare, ma la drammatica e sconcertante frequenza con cui si ripetono simili episodi desta sdegno in tutti noi».
«Occorre che le istituzioni tutte e le forze sociali - ha sottolineato il presidente del Senato - proseguano con la massima determinazione la loro azione per garantire sempre il rigoroso rispetto delle norme per la sicurezza sul lavoro, e in special modo in un settore particolarmente a rischio quale quello della produzione di fuochi artificiali, purtroppo funestato con incredibile frequenza da incidenti mortali».
«A nome mio personale e dell'Assemblea di Palazzo Madama - ha aggiunto - la prego di far giungere ai familiari delle vittime i sentimenti di sincera vicinanza e l'espressione del più profondo cordoglio».

Polverini: «Profondo cordoglio» - Anche la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ha espresso «a nome personale e della Regione profondo cordoglio per le vittime dell'esplosione. Attendiamo che sia fatta luce sulla dinamica e le cause di quanto accaduto, la nostra vicinanza va ai familiari, e a tutta la comunità del frusinate, in questo momento di grande dolore».