19 agosto 2019
Aggiornato 21:00
Impresa

A chi non piace il decreto Sblocca Italia

Per Anie Confindustria rappresenta l'«ennesima occasione persa». Secondo FederlegnoArredo invece spalancherebbe le porte alla copia libera delle opere di design e avrebbe effetti pesantissimi sul settore arredo-design

ROMA - Il decreto Sblocca Italia rappresenta l'«ennesima occasione persa». A sottolinearlo è Anie Confindustria che, pur riponendo «grande fiducia» nel decreto, ha avvisato: «La traduzione delle idee originarie in pratica è, al momento, del tutto insufficiente: 10 miliardi di euro, a fronte dei 43 inizialmente annunciati, costituiscono un fondo davvero esiguo».

ALLE IMPRESE SOLO BRICIOLE - Per il presidente di Anie Confindustria, Claudio Andrea Gemme, le imprese si aspettavano «una vera e propria scossa al Sistema Paese e invece abbiamo ottenuto, con le attuali coperture, solo briciole». Lo Sblocca Italia «contiene una serie di titoli assolutamente condivisibili: dallo sblocco dei cantieri alla semplificazione delle procedure edilizie, dalla rottamazione delle case a bassa prestazione energetica alla liberalizzazione dei lavori domestici, ma non è abbastanza», ha aggiunto Gemme.

LE RICHIESTE DEI COSTRUTTORI - Il settore delle costruzioni «necessita di provvedimenti immediati, uno su tutti la stabilizzazione delle aliquote di ecobonus e bonus ristrutturazione. Secondo le indiscrezioni che circolano in queste ore, infatti, la stabilizzazione del bonus 65% slitterà alla Legge di Stabilità per il 2015, mentre il bonus 50% è ancora a rischio e si paventa l'abbassamento automatico dello sgravio di dieci punti percentuali per il prossimo anno. Ma non bisogna dimenticare che gli interventi in materia di efficientamento energetico e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente si sono rivelati avere una doppia valenza, di elemento anticongiunturale da un lato e di saving energetico dall'altro», ha proseguito Gemme. «Vogliamo dare ancora fiducia a questo esecutivo - ha concluso - anche se non è ancora riuscito a mettere in atto quegli strumenti in grado di far tornare l'Italia attrattiva per gli investitori, di riportare le fabbriche nel Paese, crearne di nuove e contribuire ad abbattere l'attuale tasso di disoccupazione del 12%. Solo individuando le priorità di intervento, lo Sblocca Italia può non essere una occasione sprecata».

FEDERLEGNOARREDO, APRE PORTE A CONTRAFFAZIONE - Per FederlegnoArredo invece, associazione del sistema di Confindustria che rappresenta 2.700 imprese italiane del Legno e dell'Arredo, il pacchetto Sblocca Italia introduce un provvedimento che, se approvato, spalancherebbe le porte alla copia libera delle opere di design e avrebbe effetti pesantissimi sul settore arredo-design. Lo scrive in una nota l'associazione di imprese «L'articolo 37 del provvedimento, secondo l'associazione, consentirebbe infatti la sola tutela dei disegni registrati, ma non riconoscerebbe il valore artistico delle opere di design e quindi la protezione attraverso il diritto d'autore. Il provvedimento provocherebbe danni rilevanti a un settore costituito da 68mila aziende con 370mila addetti, che contribuisce per il 2% al prodotto interno lordo ed esprime un fatturato export di oltre 12 miliardi di euro, con un saldo positivo di quasi 8,5 miliardi di euro», hanno scritto. «L'eccellenza italiana, frutto di capacità di innovazione, creatività ed originalità, che tutto il mondo ci riconosce, è costantemente sotto assedio da parte dei contraffattori», hanno sottolineato nella nota Roberto Snaidero, presidente di FederlegnoArredo, e Mario Peserico, presidente di Indicam, l'istituto di Centromarca per la lotta alla contraffazione. «Ed è paradossale che in un provvedimento varato per sostenere le imprese sia inserito un articolo che in realtà le rende vulnerabili», hanno aggiunto.

GOVERNO CI ASCOLTI PER SALVARE MADE IN ITALY - FederlegnoArredo e Indicam hanno rilevato, inoltre, che l'articolo 37 riprende il testo di una proposta di legge sul design che di fatto concede a un limitato numero di imprese che operano nel settore dell'arredamento il via libera alla riproduzione dei classici del design. Il rischio di tale norma, non prevedendo la tutela tramite diritto d'autore, è di rendere l'Italia un luogo sicuro per la copia libera dei grandi oggetti di design, pregiudicando un sistema di valori strategici, ancor prima che economici, che invece andrebbero preservati. La modifica che si vorrebbe introdurre, secondo FederlegnoArredo, risulta inoltre in contrasto con le convenzioni internazionali in materia di diritto d'autore, alle quali anche l'Italia ha aderito. «Ci auguriamo che il governo», hanno precisato Snaidero e Peserico, «così sensibile al tema del Made in Italy, prenda sul serio le nostre osservazioni e operi affinché questo decreto rappresenti un reale strumento di progresso e di competitività. Se il nostro Paese non è in grado di tutelare i prodotti delle imprese italiane, come si può pretendere di promuovere l'eccellenza italiana nel mondo?» si sono chiesti i due rappresentanti delle imprese.